«Profughi, business vergognoso»

La Prealpina - 20/07/2017

«Guadagnano sulla pelle di questi ragazzi, noi non approviamo quello che succede qui dentro». In via dei Mille, alla casa dei richiedenti asilo, il vicesindaco Stefano Ferrario parla da leghista ma non solo. Esprime le scelte di una giunta da troppo tempo alle prese con le proteste dei rifugiati e le polemiche politiche.

Una troupe di Canale 5 vorrebbe documentare come si vive dove dormono e stazionano ogni giorno 218 immigrati, ma viene respinta. Cronista e fotografo di Prealpina non hanno sorte migliore. «Senza autorizzazione del prefetto non potete entrare», è la strenua difesa di un giovane che dice di lavorare da poco per la KB Srl, la cooperativa che gestisce qui e altrove l’accoglienza. Gli ospiti hanno le bocche cucite, è chiaro che l’ordine, per tutti, è quello di non parlare con i giornalisti. Qualcuno è intento a guardare filmati nella sala video, altri ascoltano musica con le cuffie. I più sono alle prese col telefonino. Tanti si affacciano dalle camere che danno sulla strada, incuriositi, alcuni escono per un giro in città. A piedi o in bicicletta.

Solo a Busto, in cinque mesi del 2015, la società di Katiuscia Balansino amministrata da Roberto Garavello ha incassato oltre un milione di euro. Si parla da più parti di business delle cooperative e Ferrario si schiera contro questo sistema che ritiene «avallato dal governo»: «In questi due anni KB ha ottenuto oltre otto milioni di euro, è imbarazzante – chiarisce il vicesindaco – La Lega Nord passa come un partito cattivo, ma la realtà è un’altra. Qui si ragiona con le logiche di un governo non eletto dai cittadini, con dispendio economico notevole».

Che fare? «Migliorare le condizioni di vita nei loro Paesi ci costerebbe un terzo di quello che spendiamo e loro, i ragazzi che arrivano qui da varie zone del mondo, ne trarrebbero giovamento: rimarrebbero vicini alle loro famiglie, non sarebbero da soli, non dovrebbero imparare un’altra lingua. Non sarebbero qui senza perché e senza domani».

Ferrario ripete due aggettivi: «Vergognoso e imbarazzante». «C’è chi è qui da due anni e non ha nulla da fare tutto il giorno – riprende – Non possono uscire prima delle 8 e devono rientrare ogni sera entro le 22».

Il tema delle carte di identità negate rimane pressante: «Non è questione di non volerle concedere, ci sono delle normative da rispettare. La legge dice che deve essere il gestore a presentare la domanda, formando prima una “convivenza” tra questi immigrati. KB non ha i requisiti per questo. Quando ci sarà questa attestazione di convivenza, il capo della struttura dovrà andare per prima cosa a fare domande di residenza. Noi non impediamo nulla, rispettiamo le regole. Come amministratori locali vogliamo essere informati, conoscere nomi e cognomi di chi vive in questo stabile. Tutti quanti. E vogliamo avere aggiornamenti mensili costanti».

Ferrario non attribuisce alcuna responsabilità ai ragazzi. «Loro sono solo strumenti per guadagnare soldi – Subiscono tutto questo come noi. Non ci hanno informato nel passaggio da 180 persone alle 218 attuali, ci metteremo di traverso di fronte a ogni altro ingresso. Fermeremo tutto. Qui la finalità unica è fare business e non siamo affatto d’accordo».