Produzione varesina «Partenza positiva»

La Prealpina - 25/05/2017

Dopo gli alti e bassi del 2016, un inizio d’anno con il segno più. Troppo poco per parlare di ripresa, anche se il presidente Riccardo Comerio taglia corto: «Non è il momento per essere pessimisti o ottimisti, ma di alzare lo sguardo per interpretare scenari sempre più epocali». È la fotografia scattata dall’Unione Industriali che presenta l’indagine congiunturale sul primo trimestre 2017. Il buon risultato è dovuto a un miglioramento degli ordinativi del mercato interno. Tra i fattori positivi la ripresa nazionale degli ordini di macchinari che ha un impatto anche sul Varesotto dove questo comparto è particolarmente radicato. Rimangono, però, dei fattori di incertezza legati al contesto internazionale e alle ricadute sul commercio estero, leva che negli anni passati aveva trainato l’economia locale anche nei momenti di crisi, e che, invece, nel 2016 ha registrato una battuta di arresto.

Sotto il profilo della produzione il saldo delle risposte (pari alla differenza tra le segnalazioni di crescita e quelle di riduzione) torna positivo (+34). La metà delle imprese intervistate (50%) ha infatti registrato un incremento, il 34% ha segnalato una situazione di stabilità e il 16% un peggioramento. Le previsioni per i prossimi mesi sono orientate a un cauto ottimismo: il 22% prevede nel secondo trimestre un moderato miglioramento, a fronte del 72% che si attende uno scenario stabile e del 6% negativo. Il grado di utilizzo degli impianti è stato pari all’81,5%.

«Il miglioramento – commenta Comerio – è sicuramente un dato positivo, per certi versi atteso, ma che non può farci perdere di vista uno scenario globale, non per forza preoccupante, ma di certo sempre più complesso, come dimostra la sofferenza che ancora riscontriamo nei flussi di export. In questa fase storica stiamo, come imprese, istituzioni e semplici cittadini, vivendo sia cambiamenti di natura tecnologica (industria 4.0, digitalizzazione, Internet of things), sia cambiamenti di natura economico-geopolitica, sia cambiamenti di natura sociale che quando giungeranno a maturazione ci restituiranno un mondo, un’economia, una società, un Paese completamente diversi rispetto al passato».

La dinamica del portafoglio ordini appare diversificata e le imprese del campione si dividono tra chi ha segnalato ordini in crescita (40%), stabili (24%) e in calo (36%). Il saldo delle risposte complessive è comunque positivo (+4) trainato dal mercato interno, mentre si segnala una maggior sofferenza negli ordinativi esteri il cui saldo è negativo (-6).

Nel periodo sono state autorizzare 515.508 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria nel comparto industriale, in riduzione del 33,5%.

Per quanto riguarda i mercati, la riduzione dei flussi di export è generalizzata, anche se con diversa intensità, a tutte le principali macro-aree geografiche: in decisa contrazione l’export verso il Medio Oriente (-41,5%), l’Africa (-26,6%) e le Americhe (-14,4% verso l’America Centro-Meridionale e -16,4% verso l’America Settentrionale). In riduzione, invece, più contenuta i flussi verso l’Unione Europea (-3,6%). Guardando ai primi dieci Paesi di riferimento si riconfermano ai primi posti Germania (con un export in leggero calo, -3%) e Francia (stabile). Sono in deciso calo le esportazioni verso Stati Uniti (-19,9%) e Paesi Bassi (-20,5%), mentre sono in crescita e guadagnano posizioni nella classifica dei paesi di riferimento quelle verso la Cina (l’export varesino verso questo mercato si è concentrato soprattutto sui macchinari e l’aerospazio ed è complessivamente cresciuto del 26%) e l’Australia.