Produttività, ricetta varesina

La Prealpina - 06/08/2017

Produttività, ricetta varesina
Uno studio della fondazione Ergo spiega come migliorarla

varese Fra le questioni che ricorrono continuamente come palle al piede dell’economia italiana vi è la bassa domanda interna e soprattutto la deludente dinamica della produttività, deludente rispetto al passato e rispetto agli altri Paesi europei. Eppure non si può di certo dire che non ci siano italiani sgobboni, visto che in certe aziende gli straordinari salgono come le temperature di questo agosto rovente. La produttività, tuttavia è qualcos’altro. In tal senso a Varese si è cercato di studiare il fenomeno italiano della bassa produttività in uno studio condotto dalla Fondazione Ergo, che ha preso in rassegna le possibili cause di questo problema – il cosiddetto “Morbo di Baumol” –, attraverso l’analisi delle ricerche condotte da Ocse, Fondo monetario internazionale, Banca d’Italia, altre importanti istituzioni e vari economisti. Il Rapporto dell’Ocse, in particolare, evidenzia la necessità di migliorare le condizioni di fare impresa e le competenze e adeguarle alle esigenze del mondo del lavoro, stimando che una Pubblica amministrazione più efficiente porterebbe a un aumento della produttività del lavoro pari all’1,3% e a un aumento della produttività totale dei fattori di 0,2 punti.

A fronte del basso livello di produttività in Italia, rispetto agli altri paesi europei (1995-2015: Italia +0,3%, Unione europea +1,6%) e delle sue numerose cause, il Quaderno del Centro studi di Fondazione Ergo fornisce un’analisi articolata della dinamica della produttività in Italia, come un fenomeno ormai antico e preesistente alla crisi del 2008, dovuto anche all’invecchiamento della forza lavoro. In questo contesto, che spiega bene il motivo per cui l’Italia cresca ancora al rallentatore, a salvarsi è il settore manifatturiero, l’unico che abbia registrato sempre valori positivi della produttività del lavoro, grazie alla sua capacità di produrre ricchezza e occupazione.

Secondo Fondazione Ergo «una scarsa crescita della produttività comporta, tra l’altro, un aumento del costo del lavoro per unità di prodotto e quindi una perdita di competitività. Sono molteplici le cause della deludente dinamica della produttività in Italia e, fra queste, vi è senza dubbio la ridotta dimensione delle imprese, la scarsa presenza in settori ad alta produttività e la modesta capacità di generare innovazione».

Quindi occorrerebbe «una Pa e una giustizia civile efficienti, favorire la concorrenza (rimuovendo ostacoli di tipo normativo) e l’accesso al credito. Inoltre servirebbero riforme strutturali, finanziarie, del lavoro e del mercato dei prodotti, individuare imprese modello e best practice organizzative, finanziando programmi per aiutare le aziende a identificare le competenze e utilizzare in modo migliore fondi strutturali e di coesione dell’Ue».