Primi restauri digitali per le opere varesine

L’innovazione digitale si mette al servizio dell’edilizia storica e monumentale e del suo recupero. Accade grazie al connubio tra la società Gasparoli (specializzata nel trattamento di superfici dell’edilizia storica e monumentale, con il restauro di grandi opere al suo attivo) e Cefriel (azienda che fa riferimento al Politecnico di Milano ). Insieme collaborano nell’identificazione di una serie di processi in ambiti d’intervento prioritari e nella definizione dei relativi obiettivi di miglioramento, per individuare il più opportuno insieme di strumenti digitali a supporto di ciascun processo.

«Ci siamo chiesti come un’azienda di servizi come la nostra possa fare innovazione in relazione agli obiettivi di “Industria 4.0” e alle suggestioni connesse alla “Quarta Rivoluzione Industriale», dice il dott. Guido Gasparoli, Presidente e Amministratore della Gasparoli Srl.

«Uno degli obiettivi che ci siamo dati è stato quello di digitalizzare alcuni importanti processi e di utilizzare l’innovazione tecnologica per rendere più efficiente il cantiere. Ma anche quello di immaginare come l’”Internet delle cose – IOT”, con le sue enormi potenzialità, sia in grado di supportare un ambito operativo fortemente “analogico” come quello del restauro – dove al centro della produzione vi è l’abilità tutta artigianale dei nostri restauratori. Cefriel era il partner giusto».

Dopo avere effettuato una prima fase esplorativa, è attualmente in corso una serie di sperimentazioni congiunte Cefriel-Gasparoli su due cantieri (palazzo ex Poste di Piazza Cordusio a Milano e Basilica di Gallarate nella foto ). Le sperimentazioni hanno lo scopo di testare alcuni strumenti digitali disponibili nei seguenti ambiti: digitalizzazione delle informazioni dei cantieri gestiti; supporto in cantiere per issue tracking e gestione avanzamento via device mobili; telepresenza in cantiere e supporto da remoto per mezzo di immagini ad alta risoluzione in real time; rilevazione presenze in mobilità.

L’obiettivo delle sperimentazioni è duplice: da un lato verificare le caratteristiche funzionali e di usabilità degli strumenti selezionati e dall’altro di verificarne l’integrabilità con i processi e gli strumenti software già esistenti.

«Attualmente sono già disponibili tecnologie digitali a costi ragionevoli, ma esistono ancora ostacoli, in particolare di natura culturale e organizzativa, soprattutto a livello di PMI, che ne frenano l’adozione e la ricaduta positiva in termini di benefici. Intraprendere un percorso di sviluppo interno ad-hoc o di adozione diretta di soluzioni esistenti senza un presidio forte delle tecnologie e un’esperienza pregressa consolidata su percorsi di innovazione è molto rischioso. Nell’arco di poche settimane, Cefriel ha impostato le attività di sperimentazione e ne sta supportando l’esecuzione a 360°. I primi risultati sono già promettenti: alcuni degli strumenti potranno essere adottati a brevissimo termine e dare risultati immediati, altri richiederanno un percorso di integrazione da avviare immediatamente al termine delle sperimentazioni e daranno i primi risultati in tempi brevi», evidenzia Gianluca Ripa, Senior Manager di Cefriel.

«Il Cantiere Digitale è la sfida di questi anni», dice Paolo Gasparoli, Direttore tecnico dell’Azienda e Professore in ruolo al Politecnico di Milano. «Non a caso, abbiamo anche voluto sviluppare il progetto di restauro della Basilica di Gallarate con le tecnologie BIM (Building Information Modeling) che permettono di ottimizzare la pianificazione, la realizzazione e la gestione di costruzioni tramite modellazione 3D e un software dedicato. Queste tecnologie, progettate per le nuove costruzioni, sono ancora in fase sperimentale nell’ambito del progetto sul costruito. E il cantiere della Basilica di Gallarate è un caso studio di grandissimo interesse».