«Prevenzione e investimenti Così combatteremo i roghi»

La Prealpina - 23/01/2019

Il clima è cambiato e occorre farci i conti, anche per quanto riguarda rischio incendi e stabilità idrogeologica. Lo ha rimarcato l’assessore regionale a Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, durante il sopralluogo in elicottero compiuto ieri tra la Rasa e la Valganna, per valutare dall’alto i danni provocati dai due roghi sviluppatisi qui a partire dal 3 gennaio scorso. L’esponente della Giunta guidata dal governatore Attilio Fontana, accompagnato dal presidente del Parco regionale del Campo dei Fiori Giuseppe Barra, ha poi fatto il punto sulla situazione al Villaggio Cagnola. «Pressing a Roma per i fondi» «Dobbiamo attenzionare sempre più questi fenomeni – ha spiegato l’a ssessore leghista -, poiché il clima è cambiato, è aumentata la siccità e c’è sempre meno neve. Per questo motivo la volontà di Regione Lombardia è quella di investire sempre più su contrasto al rischio idrogeologico e sulla difesa del suolo. Vogliamo investire anche per facilitare il lavoro degli operatori chiamati a intervenire in caso di incendio, con particolare attenzione alle dotazioni e alla formazione dei volontari dell’antincendio boschivo». Attività per le quali, però, servono inevitabilmente quattrini: «L’ultima Legge di stabilità – ha proseguito Foroni – dispone che Regione Lombardia abbia risorse in più da investire in questo senso. Inoltre, sto continuando a fare pressioni a Roma, al Ministero dell’A mbiente, affinché vengano sbloccati i 148 milioni di euro stanziati per il progetto ex Italia Sicura». Emergenza continua Già, perché ormai in Lombardia è emergenza a tutti gli effetti. L’a s s e ssore ha infatti snocciolato alcune cifre relative agli incendi che si sono sviluppati in vari punti della Regione, dalla provincia di Como fino alla Valtellina, passando appunto per Varese, nella settimana a ridosso di Capodanno: sono stati ventotto in tutto, aggravati proprio dalla siccità e dal vento forte che ha imperversato a varie latitudini lombarde. Il bilancio complessivo parla dell’impiego di 32 carabinieri forestali, 417 vigili del fuoco, 1.404 volontari dell’antincendio, sette elicotteri regionali, quattro aerei Canadair e due particolari elicotteri Erickson Sikorsky S-64 (ossia quello dotato di un tubo con cui in pochi secondi faceva rifornimento d’acqua in volo). Danni per un milione e mezzo «Soltanto per gestire questi incendi – ha rimarcato Pietro Foroni – R egione Lombardia ha dovuto sostenere un costo non inferiore al milione e mezzo di euro. Ogni anno a bilancio circa 4 milioni e 300mila euro sono messi come investimenti dedicati al settore antincendio». Al di là di stanziamenti e dotazioni, a fare la differenza è sempre il “c apitale umano”, cioè le persone – perlopiù un vero e proprio esercito di volontari – che mettono a disposizione tempo e impegno per far fronte alle emergenze: «A tutte queste persone – ha concluso l’a ssessore al Territorio – va il nostro grazie». «Macchina efficiente» Parole condivise dal presidente del Parco, Giuseppe Barra, durante il suo intervento: «Dopo anni tranquilli – ha commentato – negli ultimi due abbiamo dovuto fronteggiare incendi molto violenti. In particolare, nelle scorse settimane, i roghi hanno distrutto circa 400 ettari alla Martica e altri 40 a Mondonico. Purtroppo il clima è ormai cambiato e la situazione dei boschi è quella che conosciamo. Quest’ultima occasione ha dimostrato comunque che la macchina messa in campo da Regione Lombardia è assolutamente efficiente, in grado di muovere mezzi e un centinaio di volontari, dalla Protezione civile alla logistica». . Le conseguenze sul bosco Ora che le braci si sono raffreddate, è stato possibile fare un’analisi più approfondita. Qual è la situazione dei boschi attraversati dalle fiamme? «Per fortuna – ha rimarcato Barra – i danni sono stati relativamente contenuti: il fuoco è stato abbastanza superficiale. Gli habitat dovrebbero ricostruirsi in tempi piuttosto ridotti. Dobbiamo però iniziare a lavorare in un altro modo, ossia attrezzandoci per prevenire questi incendi e per fronteggiarli laddove creano meno danni. Dobbiamo lavorare sul territorio, non soltanto su mezzi e telecamere». Linee tagliafuoco Il riferimento va alla creazione di linee tagliafuoco, come già annunciato nei giorni scorsi: interventi di questo tipo sono previsti sul versante sud del Campo dei Fiori, dove si verificò l’incendio nell’autunno 2017, e anche in Martica, «in parte finanziato dalla Regione, sulla strada militare, sia come linea tagliafuoco che come adeguamento per il passaggio dei mezzi antincendio – aveva spiegato l’altro giorno Barra, ribadendolo poi ieri -. Ma vogliamo anche creare un altro fronte tagliafuoco perché la Martica ha una conformazione molto particolare per cui sul versante verso Induno Olona è praticamente impossibile salire per spegnere un eventuale altro rogo». Proprio questo, infatti, è stato uno dei principali problemi riscontrati nel contrasto all’u l t imo incendio: le squadre non riuscivano ad accedere, a causa delle rocce e della boscaglia fitta, e quindi le fiamme hanno potuto dilagare senza essere ostacolate. Da qui, dunque, la necessità di creare linee tagliafuoco. Perché se è vero che in futuro eventi simili capiteranno con maggiore frequenza a causa dei cambiamenti climatici, occorre attrezzarsi per far fronte a queste emergenze. ©