Presenti anche i sindaci Ma Bellaria marca visita

La Prealpina - 07/12/2016

Niente fascia tricolore per l’inaugurazione del collegamento T1-T2. Nel lungo elenco di autorità arrivate per una cerimonia ribattezzata come «il giorno del rilancio di Malpensa» brilla per la sua assenza – e in molti la notano – il sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria. È sul suo territorio, infatti, che da ieri è in funzione una nuova stazione ferroviaria che in 28 minuti collega la brughiera a Milano con 146 treni al giorno. Ed è sul suo territorio anche la pressoché totalità dei 3,6 chilometri di binari che uniscono i due terminal di Malpensa.

Perché è assente all’evento, dunque? Interpellato al telefono, a inaugurazione conclusa, risponde con un cortese, ma fermo, «no comment». Due parole che lasciano capire come sia stata una scelta intenzionale quella di non presenziare al taglio del nastro. Fin troppo facile intuire i motivi: il braccio di ferro con Sea sulla firma per lo scenario definitivo delle rotte di decollo, il mancato coinvolgimento della sua amministrazione nella collocazione all’interno della stazione del Terminal 2 dei reperti archeologici trovati nel cantiere e – sostengono fonti vicine all’amministrazione sommese – la scelta di inserire nella scaletta degli interventi l’assessore di Milano Marco Granelli anziché una figura istituzionale della città di Somma, i padroni di casa fino a prova contraria nonostante il prefisso telefonico per chiamare in aeroporto sia inspiegabilmente, ma da sempre, lo 02.

Insomma, abbastanza secondo Bellaria per declinare l’invito. E mostrare con la sua assenza il proprio disappunto, alzando così un muro nei rapporti sempre difficili tra aeroporto e territorio.

Un’assenza, la sua, che si nota in stazione durante la cerimonia. Ancora di più perché sono invece numerosi i sindaci del Cuv (il comitato che riunisce i Comuni dell’intorno aeroportuale) che hanno accettatto l’invito e non mancano all’appuntamento. C’è l’arsaghese Claudio Montagnoli (non certo un filomalpensisita), c’èRomano Miotti di Vizzola Ticino, c’è Mauro Cerutti di Ferno e c’è Danilo Rivolta di Lonate Pozzolo.

Proprio Rivolta non esita a definire «un errore» l’assenza del collega sommese: «Sono contento di questo collegamento, è un’opera che completa un discorso iniziato nel 1998. Tutti sanno che sono uno sponsor anche del suo prolungamento fino a Gallarate, queste sono infrastrutture che servono se vogliamo far crescere il territorio e il suo aeroporto. Credo però che l’assenza di Bellaria abbia a che vedere con altri problemi, e mi riferisco in particolare alle rotte». Anche su questo punto, fa capire il lonatese, i sindaci sono divisi: «Ognuno fa la propria battaglia, ma ricordo che un accordo definitivo, dopo quindici anni di discussione, è stato firmato soltanto a febbraio di un anno fa. Capisco i problemi di tutti, ma cerchiamo di arrivare a una soluzione. Se Somma, Arsago e Casorate non trovano un’intesa, non arrivano le compensazioni ambientali e non si definisce l’impronta acustica. E sono problemi per tutti. Per il mio territorio, per esempio, questa mancata zonizzazione blocca 1,6 milioni di metri quadrati. E quando contesto ai vertici Sea la realizzazione dei capannoni di seconda linea all’interno del sedime, loro giustamente mi dicono che mentre noi litighiamo il mondo va avanti. Ecco perché, non essere qui oggi, secondo me è un errore».