Prato e Pistoia – Camera di commercio, arriva la fusione

Le Camere di commercio di Pistoia e Prato stanno per essere accorpate. Stavolta (salvo nuove, clamorose, sorprese dell’ultim’ora) davvero. C’è anche una data: mercoledì 30 settembre. E’ quel giorno che i due enti si fonderanno ufficialmente, arrivando così a conclusione di un iter iniziato circa sei anni fa, tra promesse di risparmi, recuperi di efficienza, servizi migliori per i cittadini e le imprese.

Fra le pieghe del Decreto rilancio del 14 agosto era infatti contenuto l’ultimatum per le Camere (alcune delle quali avevano intrapreso la strada dei Tribunali in opposizione alla ’riforma’) che ancora non avevano portato a compimento il processo. Chi non si sarebbe adeguato entro la fine del mese – aveva ammonito il Governo – avrebbe visto comparire un commissario da Roma. Pistoia e Prato, da anni in predicato di convolare a fusione, hanno evitato l’imbarazzante presenza del’emissario romano grazie a una preventiva convocazione del nuovo consiglio, per il 30 settembre da parte della Regione.

La riunione si terrà a Prato, nuova sede principale e, contemporaneamente, cesseranno gli organi in carica nelle due Camere (nella foto il presidente pratese Luca Giusti). Ma cosa succederà alle sedi? Quella di Pistoia, da qualche giorno sotto ristrutturazione per perdita piastrelle dalla facciata, sarà chiusa? “No, rimarrà – risponde il presidente, Stefano Morandi – anche se formalmente come sede secondaria. Per le aziende non cambierà dunque niente, anche perchè – ammette – ormai molte pratiche si presentano on-line”. Gli attuali 40 dipendenti di corso Fedi rimarranno dunque tutti al proprio posto, nessuno dovrà varcare il confine dalla Piana per raggiungere, ogni mattina, la città del tessile. Lo stesso i circa 45 colleghi di Prato.

“Quando si è iniziato a discutere dell’accorpamento – spiega ancora Morandi – c’è stato qualche timore legato agli esuberi. Tuttavia, anche considerando i pensionamenti che ci sono stati nel frattempo, nessun ridimensionamento di personale è stato necessario”.

Ma dove sta, allora, il risparmio che, insieme al recupero dell’efficienza, stava alla base del progetto originario del Governo Renzi? “Forse – azzarda Morandi – bisogna guardare al lungo periodo con il dimezzamento del numero dei dirigenti conseguente la fusione. Non starà certo negli organi rappresentativi, visto che svolgiamo il lavoro gratuitamente ormai dal 2014”. A titolo gratuito opererà anche il nuovo consiglio presieduto, con probabilità, da un esponente Confindustria. Di Prato o di Pistoia?