Poste Sciopero degli straordinari Cisl: situazione inconcepibile

La Prealpina - 08/03/2017

«La situazione del servizio delle Poste in provincia è devastante». A dirlo con parole chiare è Onofrio Palella da pochi giorni eletto segretario generale del sindacato lavoratori poste Cisl dei Laghi. Con lui sono stati eletti anche Stanislao Pisani, segretario generale aggiunto, e Annamaria Bottalico, terza componente di segreteria. Che il recapito delle lettere lasci a desiderare in provincia è cosa nota. Anche da queste colonne, in più occasioni, abbiamo dato voce alle proteste dei cittadini. «Sono tutte sacrosante – sottolinea Palella – perchè la situazione che si è venuta a creare è incomprensibile. Incomprensibile è , innanzi tutto, la nuova organizzazione del recapito, con la consegna a giorni alterni. L’azienda, infatti, avendo introdotto questa organizzazione, ha anche provveduto a un taglio del 30% del personale in servizio. Vale a dire, tutti i contratti temporanei in scadenza non sono stati rinnovati».

Le conseguenze, secondo quanto spiega il sindacalista, sono devastanti anche nell’organizzazione del lavoro. «Non si rispetta la tempistica di uscita dei portalettere – chiarisce – e di conseguenza la posta si accumula. In questo modo i cittadini la ricevono a casa anche con ritardi di settimane». Ora in provincia è stata fatta qualche assunzione a tempo determinato, ma «i numeri sono assolutamente insufficienti – ribadisce Palella – Non solo. Tra un rinnovo di contratto e l’altro devono passare almeno 15 giorni, un periodo che di fatto fa ripiombare la situazione nell’emergenza».

Le organizzazioni sindacali, da parte loro, non stanno con le mani in mano. Dal prossimo 13 marzo e fino al 12 aprile scatta lo sciopero degli straordinari, sia per i postini, sia per il personale di sportello. Sì perchè non si creda che in ufficio funzioni tutto alla perfezione. «Sottolineo soltanto un dato – spiega il segretario Slp Cisl dei Laghi – Ogni giorno numerose persone delle due filiali di comprensorio di Varese e Busto Arsizio, devono coprire l’assenza di colleghi, tralasciando il proprio ruolo». Insomma, gli ingranaggi sembra si inceppino in continuazione. «Però ai conti ci pensano – conclude Palella – Quest’anno Poste chiude con un utile di un milione di euro. Se avesse ridotto di poco i guadagni e tagliato soltanto il 15 % del personale e non il 30%, sicuramente non saremmo in questa situazione di emergenza continua. Il nostro obiettivo, ora, è bloccare la privatizzazione e riattivare i servizi che risultano inadeguati».