«Possiamo volare ma non in solitaria»

La Prealpina - 31/10/2016

Un territorio che fa scuola nell’aeronautica da oltre un secolo e che può continuare a restare in quota garantendo occupazione e sviluppo, a patto di non ancorarsi ai propri confini ormai troppo ristretti. Un invito all’apertura arrivato ieri al convegno “Varese in volo, l’ingegneria aerospaziale nella provincia con le ali” organizzato all’Aeroclub Adele Orsi di Calcinate del Pesce dall’Ordine degli ingegneri presieduto da Roberta Besozzi. Nessuna location poteva essere più adatta dell’hangar con il sottofondo degli aerei traino degli alianti in decollo dalla pista vista lago. Un’occasione d’incontro sul filo della passione e dei ricordi ma senza nostalgia fine a se stessa, che ha visto la presenza dei maggiori esperti del settore: dai rappresentanti delle aziende agli studiosi che il mondo ci invidia. Come Amalia Ercoli Finzi, ingegnere e scienziata dello spazio che ha firmato il progetto della sonda Rosetta approdata su Marte, gallaratese di nascita ed «europeista convinta – ha raccontato lei stessa -. L’industria aeronautica è essenziale anche per l’indotto, per le competenze e le specializzazioni che comporta. In futuro avrà un enorme sviluppo, ma servono investimenti e progetti oltre i confini nazionali, collaborazioni europee e globali per poter sviluppare le migliori professionalità». Un racconto che ieri ha affascinato non solo i professionisti ma anche i bambini. «Abbiamo unito il lato industriale con quello ludico come dimostrano le tante presenze alla giornata», ha sottolineato la padrona di casa Margherita Acquaderni, presidente dell’Aeroclub. Ricordi, si diceva, celebrati dal giornalista e scrittore Gianni Spartà che ha raccontato un secolo di avventure in cielo e il «binomio inscindibile fra queste terre e l’aria». Ma anche progetti futuri in onore di un territorio «che nel volo mette in gioco passione, hobby e professione – sottolinea Angelo Vallerani, presidente del Lombardia Aerospace Cluster -. L’eccellenza è garantita dai grandi nomi delle aziende storiche come dalle piccole realtà. In un mercato in flessione, bisogna trovare la forza del rilancio con il sostegno delle istituzioni: i nostri manager non devono trovarsi da soli nelle sfide internazionali, ma contare sui governi come accade negli altri Paesi europei». Perché le crepe ci sono, inutile nasconderlo, anche se l’immenso patrimonio di conoscenze e produzioni «non si disperderà – assicura Valerio Cioffi, responsabile ingegneria Leonardo Finmeccanica, Divisione Velivoli (l’ex Aermacchi di Venegono Superiore), intervenuto con Luca Medici, capo ricerca e tecnologia Divisione elicotteri (l’ex AgustaWestland) -. Ma non possiamo pensare di rimanere nell’ambito locale: qui abbiamo il cuore dell’aeronautica e l’eccellenza industriale ma Varese non può restare da sola». Un mondo complesso e pieno di aneddoti, raccontato anche da Claudia Mona della Secondo Mona, fra le aziende più brillanti dell’indotto alato. Un mondo che non vuole sentire parlare di atterraggio.