Popolare di Bergamo, ultimo bilancio e commozione

La Prealpina - 09/02/2017

A meno di due settimane dalla fusione per incorporazione in Ubi Banca, il Consiglio di amministrazione della Banca popolare di Bergamo ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2016, l’ultimo dei 148 anni di storia dell’istituto di credito orobico presieduto da Giorgio Frigeri. Dal 20 febbraio, infatti, anche tutte le unità operative presenti sul territorio della provincia di Varese confluiranno nella macro area territoriale di Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi Banca diretta da Luca Gotti. Alla vigilia di questa nuova svolta epocale, l’azienda bancaria bergamasca ha annunciato il cambio dei vertici delle due direzioni territoriali di Varese e Busto Arsizio. Nel capoluogo, da Milano, è arrivato il cinquantasettenne manager varesino Mauro Cassani, che sostituisce Flavio Debellini passato a coordinare le filiali presenti nella parte meridionale della provincia. Si avvia alla conclusione, dopo 57 anni, anche l’avventura in Popolare Bergamo del presidente Frigeri. Il numero uno dell’istituto di piazza Vittorio Veneto ha avuto, negli ultimi 25 anni, un legame particolare con Varese. Fu lui, infatti, nel 1992, a realizzare il processo di integrazione del Credito Varesino nella Popolare Bergamo. Un’operazione, avviata da Andrea Gibellini, ultimo direttore generale del Varesino chiamato successivamente da Giovanni Paolo II alla guida dello Ior, prima tappa del processo che nella prossima primavera porterà all’esordio di Ubi Banca. Il direttore generale della Popolare Bergamo, Osvaldo Ranica (nella foto), annunciando i dati relativi all’ultimo esercizio della banca, è apparso molto commosso. Con la voce coperta da un velo di malinconia ha comunicato i risultati di un esercizio che si è concluso, al netto dei costi legati all’attuazione del piano industriale di Gruppo per il periodo 2016-2019/2020, con un utile netto di 35,1 milioni. Particolarmente significativi i valori relativi al risparmio gestito che si attesta a 14,2 miliardi con un incremento dell’11,20% e al comparto assicurativo che fa registrare una crescita che sfiora il 20% raggiungendo 4,3 miliardi. Rispetto all’anno precedente aumentano anche gli impieghi (+11,1%) che evidenziano la concessione di prestiti con fondi della Bce a 5.000 imprese per 1,2 miliardi.