Popolare Bergamo, il “bancone” pesa sui conti

La Prealpina - 10/11/2016

La trimestrale approvata dal Consiglio di amministrazione della Banca popolare di Bergamo risulta ancora inevitabilmente influenzata dai provvedimenti relativi all’attuazione del nuovo piano industriale di Gruppo, ma anche dal processo che porterà entro la prossima primavera all’incorporazione nella capogruppo delle sette banche rete.

I dati di bilancio al 30 settembre hanno risentito della contabilizzazione di circa 61 milioni di costi non ricorrenti relativi al programma di progressiva riduzione degli organici della banca, di 2,7 milioni di ulteriori oneri per incentivi all’esodo di risorse in organico in Ubi Sistemi e Servizi e di 166 milioni di rettifiche su crediti apportate al fine di ridurre il rapporto tra crediti deteriorati netti e patrimonio tangibile. Il costo del credito si posiziona all’1,75% ma, al netto dell’impatto straordinario previsto nel piano industriale sarebbe risultato pari allo 0,57%, sostanzialmente in linea con il dato di un anno fa.

Segnali positivi anche sul fronte del rapporto sofferenze nette/impieghi netti che si posiziona al 4,09% e dell’incidenza percentuale dei crediti “non performing” sul totale dei crediti netti verso clientela che scende al 7,07% dall’8,21% di fine 2015.

Nonostante il negativo andamento dei mercati finanziari nei primi nove mesi dell’anno, l’istituto di credito guidato da Osvaldo Ranica ha registrato flussi netti di risparmio gestito per circa 865 milioni e un incremento del ramo “vita” del comparto assicurativo per oltre 700 milioni.