Poletti alla Bandera: “Senza industria non ci sarebbe innovazione”

Varesenews - 28/10/2016

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti ha fatto visita quest’oggi, giovedì, alla Bandera di Busto Arsizio, una realtà con 70 anni di storia e fiore all’occhiello del manifatturiero bustocco. L’appuntamento, organizzato dalla deputata fagnanese del Pd Maria Chiara Gadda che ha fortemente voluto questo momento.

L’obiettivo era quello di mettere in luce una delle più importanti e innovative realtà produttive del territorio e mostrarla al ministro che, quando può, abbina questo tipo di appuntamenti agli impegni istituzionali come quello che lo attende a Ville Ponti con la Camera di Commercio e – in serata –  ai Molini Marzoli di Busto Arsizio per il referendum costituzionale.

I fratelli Franco e Piero Bandera, che hanno ricevuto l’azienda dalle mani del fondatore e padre Luigi, hanno accompagnato Poletti nel nuovo polo dove vengono testati i macchinari insieme ai clienti che poi li acquistano, permettendo loro di adattarle alle esigenze delle proprie aziende. «Come acquistare un vestito su misura da un sarto – ha commentato Riccardo Comerio, presidente di Univa – non a caso veniamo da una grandissima tradizione tessile». Una necessità per un’azienda che basa il 90% del fatturato sull’export.

Alla visita hanno preso parte anche l’assessore all’urbanistica Isabella Tovaglieri, in rappresentanza del sindaco Antonelli, l’ex-consigliere comunale Pd Walter Picco Bellazzi, il deputato del Pd Angelo Senaldi e il prefetto di Varese Giorgio Zanzi.

Il ministro ha ricordato i suoi trascorsi in agricoltura e ha mostrato di conoscere anche il settore dei film in plastica ma il suo intervento è stato un elogio agli imprenditori che investono in innovazione: «Per essere un Paese all’avanguardia abbiamo bisogno di un settore industriale forte – ha spiegato – tutte le innovazioni, prima di diventare di uso comune, passano per l’industria e per questo credo fortemente che l’industria vada supportata».

Poletti ha parlato di provvedimenti in questo senso che puntano a riavvicinare i giovani al mondo della produzione: «Stiamo investendo molto nel ritorno degli studenti agli istituti tecnici – ha detto – solo così potremo assicurare un futuro che non sia fatto solo di finanza e di terziario».