Pordenone Battaglia per l’identità, la Camera di commercio chiama i sindaci

Altra Testata - 05/05/2017

Un appello per la salvaguardia della Camera di Commercio di Pordenone, destinata a non esser più tale secondo le più recenti disposizioni di legge, è stato rivolto nelle ultime ore a tutti i sindaci del territorio pordenonese.
I primi cittadini sono stati destinatari di un documento in cui il presidente, Giovanni Pavan, ha descritto passaggi, eventualità e criticità imminenti che potranno pesare sulle spalle di tanti, tantissimi, a causa delle decisioni assunte dal Governo.
Lo scritto è anche un’esortazione alla trasversalità affinché, al di là del colore politico, ci si stringa convintamente e unicamente attorno alle necessità delle imprese e dei cittadini affinché, contrariamente a quel che potrebbe accadere se nulla sarà opposto, i riferimenti non vengano a mancare.
Passaggio cruciale del dialogo tra sindaci e Camera di Commercio è l’invito di quest’ultima – nella cui giunta siedono tutte le principali categorie economiche – a partecipare all’incontro del 15 maggio prossimo, alle 20.30, a palazzo Montereale Mantica.
In quella sede l’ente, anche attraverso l’avvocato Bruno Malattia, che dettaglierà i passaggi di natura giuridico-amministrativa, informerà su come intende porre in essere la tutela della propria salvaguardia. Camera di Commercio non ha mai fatto mistero della bontà, sotto i diversi profili, istituzionale, economico – finanziario, della soluzione della Camera unica, ma recentemente Udine e prima ancora la Venezia Giulia hanno manifestato la volontà di avvalersi delle deroghe previste dalla normativa in vigore per mantenere la situazione attuale.
Inoltre, sotto il profilo dell’evoluzione degli assetti amministrativi istituzionali, l’accorpamento secondo la Camera di commercio di Pordenone sarebbe antistorico, in quanto riporterebbe il territorio pordenonese alla situazione di cinquant’anni fa, con la conseguente perdita dell’identità a svantaggio delle imprese e delle Istituzioni culturali, educative e socio-economiche che determina la competitività di un territorio.
Sempre secondo il presidente Pavan, «mancano i presupposti per la riorganizzazione di un territorio di area vasta che tenga conto di una diversa realtà socio-economica ed imprenditoriale di riferimento e dovrebbe essere proposto un nuovo paradigma di consolidamento e sviluppo».
Inoltre, si verrebbero a creare degli squilibri dal punto di vista economico e quantitativo all’interno della regione e la realtà di Udine e Pordenone si contrapporrebbe a quella della Venezia Giulia.
«Infine verrebbe a mancare l’autonomia che ha permesso lo sviluppo dell’economia della nostra provincia; quella stessa autonomia – dice ancora Pavan – rivendicata a suo tempo dai padri fondatori della nostra Provincia ovvero da imprenditori come Zanussi, Savio e Locatelli artefici non solo del miracolo economico pordenonese ma di un grande progetto di sviluppo economico, sociale e culturale di cui ancor oggi sono visibili e vivi i segni; quell’autonomia meritata dalla stessa Camera di Commercio negli anni attraverso una gestione virtuosa delle risorse economiche provenienti dal sistema delle imprese, utilizzate,

senza sperperi e con un equilibrato sistema redistributivo finalizzato ad accrescere la competitività del sistema imprenditoriale, l’offerta formativa e culturale del territorio, la sua coesione sociale».
Di qui l’appello a esserci il 15 maggio.