Pochi mesi, tanti errori Delusi da Galimberti

La Prealpina - 02/02/2017

 

di Roberto Leonardi*

Se il sindaco di Varese, dopo pochi mesi dal suo insediamento, è solo all’ottantesimo posto nella graduatoria del Sole24Ore, forse è un primo segnale della fine di un’illusione politica alimentata da una campagna elettorale incentrata sulle promesse e su ritornelli di rinnovamento che hanno fatto centro, complice l’astensione di metà degli aventi diritto di voto, in un momento storico in cui era forte e anche naturale la voglia di cambiamento. Tuttavia, dopo solo otto mesi, Varese rimpiange l’autorevolezza e la solidità di altri tempi e desidera dalla politica un vero progetto per la città che oggi con l’attuale Giunta non c’è. Provando a riflettere su questa prima fase del mandato, possiamo dire che il sindaco Galimberti abbia fatto più errori in pochi mesi rispetto al centrodestra in 23 anni e questo anche perché “solo chi fa rischia di sbagliare” e siccome fa tutto il sindaco ( e questo è già uno sbaglio) gli errori sono tanti e tutti suoi. È palese che la Giunta sia lui e solo lui, mentre gli assessori sono per lo più ignoti.

Gli errori politici sono tanti, dall’accordo con la Lega civica, alle nomine nelle società partecipate nel rispetto di tale accordo; dal silenzio assordante sul caso Molina, all’ordinanza anti botti e a quella anti bivacco, prive di qualunque effettività e di qualunque possibilità di essere eseguite; da una riforma in aumento delle tariffe con contestuale riduzione dei servizi scolastici, che ha già messo sul piede di guerra il mondo delle associazioni dei genitori, al tema dei parcheggi gratuiti in pausa pranzo nelle vie dove non serve, fino alla vicenda del finanziamento del progetto stazioni o ancora al caso Aspem reti del quale seguiremo gli sviluppi.

Quanto al finanziamento del progetto stazioni, mi pare il caso più lampante di una Giunta che vuole solo apparire, avendo affermato a gran voce all’inizio dell’anno che Varese aveva vinto il bando per la riqualificazione delle periferie e che la befana aveva portato 18 miliardi di euro a Varese per il progetto stazioni. In realtà Varese è arrivata al sessantunesimo posto su 120 e solo i primi 24 hanno vinto il bando, mentre gli altri forse saranno finanziati con risorse successivamente disponibili. Nel frattempo chissà quanti nuovi governi vedremo, a quanti congressi e scissioni nel Pd assisteremo, quante incomprensioni tra esponenti dem locali faranno tremare la terra sotto i piedi della giunta varesina, quanti nuovi commi di leggi di bilancio e di stabilità verranno approvati, chissà quante nuove emergenze e quante nuove bacchettate europee ci saranno prima di arrivare a quelle «risorse successivamente disponibili». Intanto, in città, il malcontento aumenta, la maggioranza scricchiola e alcuni assessori scalpitano. Come il vicesindaco Zanzi, sempre più spesso in prima fila al posto di Galimberti e che ha minacciato di dimettersi per il taglio dei cedri di Bosto e Sangallo fatto a sua insaputa.

*Coordinatore cittadino di Forza Italia