Poche attività attorno all’hub «Più coraggio per crescere»

La Prealpina - 05/05/2021

Cosa c’è nei dintorni dell’aeroporto che produce reddito? O meglio: negli ultimi 23 anni, in pratica da quando è stato aperto il Terminal 1, quanto si è realizzato della promessa di crescita economica nei Comuni che lo circondano? Poco rispetto alle potenzialità. Molto poco. Al massimo una serie di parcheggi remoti. Ma, eccezion fatta per il centro di addestramento aperto a Lonate Pozzolo da easyJet nell’ottobre 2019, quasi tutto lo sviluppo industriale è interno al sedime. Perciò l’assessore regionale Raffaele Cattaneo (Ambiente), durante l’incontro online di lunedì, ha voluto sottolineare ai nove sindaci del Cuv quello che potrebbe essere stato un eccesso di timore ad aprire all’arrivo di imprese che ora si paga: «Ho detto loro che forse la preoccupazione dell’invasione è diventata paura e la paura ha fatto perdere l’opportunità di crescita. È più evidente con l’attuale crisi». Allora, appurato una volta di più che la qualità dell’aria non ha criticità provocate dal traffico aereo oltre quelle dovute all’antropizzazione della zona, il confronto su Masterplan di Sea, infrastrutture, verde e aree circostanti trova lo grande spunto di riflessione per il territorio proprio nelle possibilità di indotto.

Funzione qualificante

Visto che dai nove Comuni dell’intorno aeroportuale riuniti nel Consorzio urbanistico volontario giunge anche la richiesta di creare Zone economiche speciali, il tema resta centrale nel disegno del futuro di Malpensa e zona. Sicché, Cattaneo, che conosce benissimo il territorio, proprio su questo rialza l’attenzione. «Nel resto del mondo vicino a qualsiasi grande aeroporto nascono e crescono attività di servizi e terziario», sottolinea. «Intorno a Malpensa, dal 1998, non è sostanzialmente nata alcuna funzione qualificante. come può essere un centro direzionale. Lo sviluppo c’è stato tutto dentro il sedime, non fuori». Si pensi, a esempio, a Dhl che ha aperto la sua base prima al T2 e poi alla Cargo City. «Per questo dico che la preoccupazione iniziale ha fatto perdere opportunità». Che sono soprattutto occupazionali.

La riunione online

Ma temi di riflessione, l’altro giorno nella riunione online, ne sono emersi diversi. Al tavolo virtuale gli assessori regionali Cattaneo, Pietro Foroni (Territorio) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Trasporti). Di fonte collegati dai loro Comuni i sindaci di Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino per il Cuv, più Gallarate. «È stato un incontro proficuo che ha permesso di confrontarci sulla situazione», il giudizio finale del delegato all’Ambiente. «C’è stato uno scambio di informazioni ed è stata confermata la volontà di individuare strumenti condivisi per lo sviluppo territoriale, ambientale ed economico intorno a Malpensa».

Le centraline Arpa

Una richiesta proveniente dal Cuv è quella di aumentare le centraline Arpa per rilevare la qualità dell’aria. «Ma quelle presenti sono già in numero superiore a quanto indicato dalla normativa», afferma Cattaneo. «I dati sono ritenuti attendibili. Tra l’altro le misurazioni sono quelle della postazione di Ferno, la più vicina all’aeroporto. Ma le criticità non dipendono dagli aerei: il drastico calo dei voli durante il lockdown non ha portato a una diminuzione significativa dei valori».

I due studi

Al centro di ogni discorso, comunque, resta Sea. Appurato che ha 180 giorni per procedere con le integrazioni sul fronte delle compensazioni e delle matrici in vista della procedura di Valutazione di impatto ambientale in corso al ministero sul Masterplan, il gestore aeroportuale sta svolgendo due studi. Uno sul traffico stradale e uno sulle aree soggette a rigenerazione urbana intorno ai terminal di Malpensa. Si attendo gli esiti: il primo servirà per le riqualificazioni delle infrastrutture, il secondo per ricalibrare il Piano territoriale di coordinamento provinciale.