Poca acqua: il Verbano scivola in basso

Ieri il livello del Lago Maggiore ha toccato la soglia di allerta che degrada verso la magra, con i suoi 40 centimetri sopra lo zero idrometrico. Del resto era quasi inevitabile visto che le piogge di gennaio e quelle dell’ultima settimana sono state carenti: poco più di 20 millimetri. Il livello del lago è così sceso velocemente nelle ultime 72 ore, con una riduzione che alla centrale di monitoraggio della Protezione civile di Laveno Mombello hanno quantificato in ben dieci centimetri. E la riserva idrica di neve sulle alture? Verrà utilizzata con il graduale e lento rialzarsi delle temperature che consentiranno il normale scioglimento delle nevi. Ieri, intanto, il trend dei livelli del lago era ancora in leggera discesa, visto che al lago affluivano mediamente circa 108 metri cubi d’acqua al secondo e ne uscivano ben 155 dallo sbarramento della Miorina verso il Ticino. Il servizio meteo di Locarno Monti annuncia però per oggi l’arrivo di una precipitazione di lieve entità e a carattere nevoso sulle alture, che stando ai calcoli dovrebbero apportare pochi centimetri d’acqua al lago; se non risolveranno il problema, perlomeno ne rallenteranno la discesa verso lo zero idrometrico. Con il superamento delle soglie di magra, si andrà inevitabilmente verso la riduzione dei trasporti dei mezzi pesanti sui traghetti e con i disagi negli approdi minori anche dei battelli di linea. L’affiorare di secche e rocce lungo le due sponde del Verbano è un problema. Preoccupato di questa situazione, il presidente del consorzio Villoresi, Alessandro Folli, e con lui gli agricoltori e i risicultori, dato che le acque del lago Maggiore, come noto, attraverso il Ticino alimentano una vasta rete di canali. Da marzo, se il livello del lago non si alzerà di almeno 80 o 100 centimetri, la situazione potrebbe diventare molto delicata: il periodo è strategico per il settore agricolo e delle risaie del novarese, vercellese e pavese, che richiedono ingenti quantità di acqua per le coltivazioni.

E’ comunque prematuro temere un’altra ondata di siccità. La scorsa estate il livello del lago Maggiore era sceso a tal punto che l’acqua erogata nel Ticino era così poca che in alcuni punti il fiume si poteva attraversa a piedi. Non solo l’estate 2016 ma anche l’inverno precedente era stato estremamente asciutto. Come è ben noto, da anni è in corso un braccio di ferro sulla questione del livello del lago: associazioni ed enti chiedono di innalzarlo in modo da avere più scorte idriche per le situazioni di emergenza e il ministero dell’Ambiente ha concesso una deroga giudicata insufficiente.