Pmi, meno tasse sui premi aziendali

La Prealpina - 06/09/2016

Consentire anche alle imprese del Varesotto prive di rappresentanze sindacali di erogare premi di risultato aziendali, collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, che potranno essere assoggettati al trattamento fiscale agevolato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. È questa la sintesi dell’accordo territoriale firmato dal direttore dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Vittorio Gandini, dai Segretari Generali di Cgil VareseUmberto Colombo, di Uil di Varese Antonio Massafra e dal Segretario Generale Aggiunto di Cisl dei Laghi Marco Roberto Pagano. Un’intesa che permette di dare applicazione in provincia di Varese all’accordo interconfederale siglato a livello nazionale da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per facilitare tutte le imprese, specie quelle di minori dimensioni dove la contrattazione aziendale è meno presente, nell’introduzione di retribuzioni collegate ai premi di risultato e quindi usufruire dei benefici fiscali e contributivi previsti dall’ultima manovra del Governo per questo tipo di erogazioni.

Tali benefici consistono in un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali locali, pari al 10%, applicabile per importi complessivi che non superino i 2mila euro lordi annui. Soglia che sale a 2.500 euro per le imprese che prevedono precise forme di coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione aziendale del lavoro. L’accordo si rivolge a tutte le imprese associate all’Unione degli Industriali, ma non solo. L’intesa potrà coinvolgere anche quelle aziende che, pur non facendo parte del Sistema Confindustria, decideranno di conferire espresso mandato all’Unione Industriali. Scelta che permetterà anche ai lavoratori delle imprese non associate di avvalersi dei benefici di legge collegati all’erogazione dei premi di risultato.

«L’accordo – spiega il Direttore dell’Unione Industriali, Vittorio Gandini – costituisce un’importante occasione per consentire la diffusione dei premi di risultato anche tra le piccole e medie imprese del nostro territorio. L’intesa siglata insieme ai Sindacati non introduce forme retributive territoriali, ma affida alle parti sociali un ruolo propulsivo per guidare le imprese di minori dimensioni verso l’introduzione di forme di salario variabile legate ai risultati aziendali» In questo senso, come si legge anche in una nota congiunta di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, l’accordo nazionale «confermando il modello della contrattazione basato su due livelli, costituisce la conferma della opportunità della progressiva valorizzazione della contrattazione di secondo livello, anche sotto il profilo dello sviluppo della cultura del coinvolgimento dei lavoratori».

«Con questo accordo anche in provincia di Varese si conferma l’importanza dei due livelli di contrattazione – dichiarano i segretari di Cgil Cisl Uil territoriali Umberto Colombo, Roberto Pagano, Antonio Massafra -. Laddove non siano presenti Rsu, per due anni vi sarà la possibilità di sperimentare contratti aziendali correlati ad obiettivi di produttività, qualità ed innovazione. Al raggiungimento degli obiettivi i lavoratori beneficeranno di incrementi salariali detassati anche attraverso meccanismi di welfare aziendale integrativo.