«Più vendite ma la moda soffre»

gallarate Il 2016 è stato un anno all’insegna di una tiepida, timida, ma comunque presente ripresa. Non totale, ma presente in «due terzi del campione di commercianti che è stato interpellato», racconta il direttore di Ascom, Gianfranco Ferrario. Questo 2017 inizia dunque sotto una stella ancora non splendente, ma comunque incoraggiante. «Non possiamo ancora dire che le cose sono tornate ad andare bene», specifica Ferrario. «Sono diverse le realtà che hanno riscontrato non poche difficoltà. Il 33% di esercizi che hanno registrato un calo sono comunque un numero da tenere in stretta considerazione». Diverse le motivazioni, ma molte delle difficoltà si sono registrate nella moda. «Chi vende abbigliamento in città, statisticamente, ha registrato numeri più bassi rispetto a realtà che hanno a che fare con oggettistica, elettronica, mobili e arredamento». Davanti a un vestito del costo di 30 euro, o di una cover per smartphone originale, col prezzo di 50 euro, molti clienti hanno optato per la seconda possibilità. Non sempre quel che costa meno attira più gente. Il mercato ha ricominciato a girare, ma verso settori differenti. In termini assoluti, per quantificare i passi avanti e i passi indietro, ci si trova comunque davanti a «una crescita del 2.5, a tratti anche 3%. Ma nel settore della moda la flessione si avvicina anche al 5-7%. Speriamo che con i saldi anche per loro si possa pareggiare il bilancio». In un periodo storico dove «anche un bilancio invariato dimostra una vittoria», questi sono numeri che devono far pensare, sia in modo positivo che in modo negativo. In questo nuovo anno si dovranno proseguire le iniziative che si sono dimostrate utili nei dodici mesi appena trascorsi, «a cominciare dal caffè dell’imprenditore dove vengono dati consigli su come ottimizzare il proprio lavoro». Una via per il rilancio, anche per chi vende vestiario, c’è, e segue i binari di collaborazione tra diversi mondi. «Anche i negozi di calzature o vestiti sportivi hanno mostrato una crescita, soprattutto quando erano collegati a manifestazioni a tema, durante le quali gli atleti hanno potuto prendere direttamente in loco alcuni articoli». Nel campo di mobili e arredamento hanno aiutato «gli incentivi. Come per gli elettrodomestici con la spinta a migliorare le classi energetiche». Ora Ascom segna la via per la svolta. «La ricetta per il singolo imprenditore ha sempre gli stessi ingredienti: attenzione ai dettagli, al marchio, al cliente e alla comunicazione. In generale, il messaggio che deve passare, è che l’unione fa la forza. Le tendenze possono migliorare se c’è collaborazione tra i commercianti». L’attenzione andrà alla qualità dei prodotti messi in vendita, la tutela del Bio, inteso non solo come prodotto alimentare, ma anche come «oggetto costruito con il rispetto dell’ambiente». Infine, uno studio sociale è fondamentale per avere successo. «Oggi ci troviamo davanti a una popolazione multietnica e con una vita media che si allunga. Ci sono ottantenni in forma smagliante che hanno il diritto di trovare idee a loro rivolte, che li facciano sentire alla moda, nel rispetto della loro età».