Più turisti verso le Prealpi: Curate monti e sentieri

La Prealpina - 15/11/2018

«Col passare degli anni, il surriscaldamento globale renderà invivibile l’estate nelle città dell’area padana. E quindi in molti si riverseranno in collina e in montagna a cercare un po’ di fresco. Ecco perché questi territori devono essere pronti ad accogliere il ritorno di turisti, ma anche di nuovi residenti, con servizi adeguati per poter vivere al meglio in montagna». Lo scenario è stato tracciato da Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico conosciuto al grande pubblico perché protagonista di diverse trasmissioni televisive che è stato ospite ieri al convegno organizzato a Ville Ponti sul “Progetto Upkeep the Alps”.

In particolare si è discusso delle reti escursionistiche, delle opportunità e degli strumenti di cambiamento culturale e professionale in questo particolare settore. Già, perché fra i servizi che i territori montani devono offrire per essere accoglienti, vi è quello di avere una rete di sentieri ben tenuta, ben segnalata e possibilmente con itinerari adatti a tutti i passi. Ciò nel Varesotto e in Lombardia ogni tanto non avviene. Quante volte si va a camminare e si trova un sentiero franato, cancellato dai rovi o bloccato da una pianta? Quante volte la segnaletica è “ballerina”, inesistente o addirittura capace di indurre in errore?

Negli ultimi anni la situazione è migliorata, ma si può fare di più: «Per esempio – ha detto Annibale Salsa, past president del Cai – questo progetto permetterà di formare degli operatori in grado di compiere una manutenzione e gestione dei sentieri di alto livello professionale, puntando sul recupero qualitativo di eventuali tracce trascurate». L’obiettivo, ha aggiunto Giuseppe Barra, presidente del Parco Campo dei Fiori, che ospita 180 chilometri di sentieri, «è di avere una rete più sicura e che possa dare varie opportunità di mobilità dolce a residenti e visitatori. Gli amanti delle passeggiate sono in aumento e bisogna farsi trovare pronti: la nostra rete è tenuta bene, grazie a un monitoraggio e a interventi costanti. Inoltre i nostri sentieri sono tabellati e, dal telefonino, si possono conoscere i tracciati, le pendenze e i tempi di percorrenza».

Altrove, nel Varesotto, non è sempre così. Anzi, talvolta, se non ci si munisce di cartina, c’è il rischio di perdersi: «Sulla sentieristica – ha sottolineato Renato Aggio, presidente regionale del Cai – bisogna compiere un deciso passo in avanti, andando oltre la gestione volontaristica, aggiornandosi con le nuove tecniche. Per esempio bisogna copiare gli svizzeri e, ad ogni bivio, mettere un cartello per indicare la via corretta». La strada, insomma, è tracciata: «Con questo progetto – ha concluso l’assessore regionale Martina Cambiaghi – vogliamo promuovere il territorio, rilanciando le professioni legate al turismo e allo sport attraverso la formazione