Più rotte, speranza Frecciarossa

La Prealpina - 07/11/2021

Si riaffacciano in brughiera, gradualmente, i voli intercontinentali. E con essi probabilmente aumentano le chance per un altro ritorno: quello del Frecciarossa, da più parti invocato per le prospettive di sviluppo che potrebbe apportare all’aeroporto e al territorio circostante.

L’ultimo aggiornamento sul tema risale al 21 ottobre. Allora diverse corse di prova erano state effettuate a bordo di un ETR 500 (treno ad alta velocità) tra la stazione di Milano Centrale e quella del T1. Si trattava di test per il mantenimento delle competenze del personale di condotta di Trenitalia su Malpensa: ma le stesse potrebbero esser state sintomatiche anche di un prossimo ritorno del Frecciarossa nel Varesotto, dopo l’estemporanea e sfortunata apparizione avvenuta un decennio fa. Il ricorso all’Alta Velocità nei collegamenti tra scali (aeroportuali, portuali e ferroviari) italiani era presente nel piano industriale 2019-2023 del gruppo Ferrovie dello Stato. Quest’ultimo, che non ha mai ritoccato quel progetto, a settembre si era dichiarato pronto a investire 31 miliardi del Pnrr in mobilità integrata. Per l’Alta Velocità a Malpensa, tuttavia, uno dei principali ostacoli era finora rappresentato dallo scarso bacino di utenza legato ai voli intercontinentali. Una problematica non da poco per un aeroporto nato con l’ambizione di essere un hub internazionale. Ma adesso qualcosa, seppur lentamente, si muove. Si temeva che con l’autunno sarebbe svanito l’effetto traino dell’estate, durante la quale lo scalo è tornato a superare la media mensile di un milione di passeggeri. Le prime proiezioni dicono che tale soglia è stata sopravanzata anche a ottobre. Nel frattempo si sono profilati investimenti e ritorni di compagnie straniere. Ieri è ripreso il volo per Hong Kong di Cathay Pacific. Da dicembre ripartiranno le connessioni con Al-Kuwait (con Kuwait Airways) e Bangkok (Thai Airways). Si rafforzeranno inoltre quelle con Doha (Qatar Airways), mentre per il 2022 si incrementeranno i voli con gli Stati Uniti, coprendo New York, Newark e Chicago.

Pesano ancora le restrizioni variabili da Paese a Paese. Ma la riapertura di connessioni con l’America, il Medio e l’Estremo Oriente rappresenta un buon segnale. Specialmente ove fosse accompagnata da un reale aumento di visitatori stranieri: significherebbe un rilancio del turismo dall’estero. E qui potrebbe dunque ben inserirsi l’Alta Velocità a Malpensa, che creerebbe una fondamentale rete di connessioni con altre grandi città italiane.

Dopo il devastante 2020, anno zero dello scalo, questo comporterebbe il rilancio di occasioni di sviluppo per tanti settori legati all’aeroporto: da quello alberghiero al catering, molti gli ambiti che dipendevano in modo preponderante dal turismo. E in questi ambiti vi è ancora un alto numero di lavoratori in cassa integrazione e a rischio licenziamento. Il territorio richiede interventi. Con la consapevolezza che un ritorno del Frecciarossa non risolverebbe magicamente ogni problema, ma forse contribuirebbe a fare da volano per la ripresa.