Più morti sulle strade Il rischio è sotto casa

La Prealpina - 03/12/2018

Nonostante gli incidenti siano in calo, sulle strade del Varesotto si contano sempre più morti. Il dato, allarmante, è contenuto nell’ultimo rapporto Aci/Istat che fotografa la realtà nazionale, ma permette anche di estrapolare i numeri relativi alla Lombardia e, più specificamente, alla provincia di Varese. Il risultato? L’anno scorso sono stati rilevati 2.545 incidenti (quasi sette al giorno), che hanno causato 3.560 feriti, ma soprattutto 38 morti, rispetto ai 34 dell’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, che in termini statistici, va a segnare quasi un 12 per cento in più.

In calo invece sia i sinistri sia i feriti, per i quali il decremento è del 6,26 per cento (2.545 contro 2.715) nel primo caso e del 4,74 (3.560 contro 3.737) nel secondo.

Il maggior numero di incidenti mortali, nel 2017, è avvenuto all’interno dei centri abitati e comunque su strade urbane (23 morti), mentre sulla strade provinciali, regionali o statali fuori dall’abitato le croci sono 14, cui se ne deve aggiungere solo una in autostrada. Nel 2016 i morti sulle extraurbane erano stati tre (più uno in autostrada) e dunque il triste primato dei centri abitati era stato ancora più netto. Un quadro inquietante anche se a far sperare in una possibile inversione di tendenza c’è il fatto che il numero complessivo di incidenti sulle strade che attraversano gli abitati è in calo. Purtroppo si registra invece un leggero aumento dei sinistri su provinciali, regionali, statali (più 1,63 per cento) e autostrade (più 9,15 per cento).

Il fatto che la maggior parte degli incidenti abbia avuto come scenario i centri abitati spiega anche perché proprio i pedoni, e in particolare le persone over 65, siano da considerare categorie sempre a rischio, nonostante il numero dei morti abbia registrato un calo, passando da 9 a 6.

Sono in aumento invece le persone morte mentre si trovavano alla guida del proprio mezzo (auto, moto): raggiungono quota 26 (di cui 21 uomini e 5 donne).

Quali dunque le cause di questa infinita serie di tragedie della strada?

I dati, anche in questo caso, confermano che il trenta per cento degli incidenti deriva dal mancato rispetto della segnaletica e il venti per cento dall’eccesso di velocità, seguito a brevissimo distanza dalla guida distratta (cellulare in primis). Le violazioni del codice della strada più sanzionate, dopo i sinistri sono infatti l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza e l’uso del telefono cellulare alla guida.

I dati, che a livello nazionale erano già stati anticipati qualche mese fa (anche in Italia aumentano i morti sulle strade, ma la diminuzione degli incidenti è minima rispetto a quella del Varesotto) sono stati presentati e discussi nella loro dimensione provinciale nei giorni scorsi da Eugenio Roman e Giuseppe Redaelli, rispettivamente direttore e presidente di Aci Varese.

«Purtroppo – è stato ribadito – dobbiamo registrare che la principale criticità della nostra provincia sono proprio i centri abitati, anche se nel Varesotto avvengono molto meno incidenti della media (-6,26% contro il – 0,49 in Italia e il – 0,71 in Lombardia).»

Alla luce di questi numeri, dunque per il prossimo anno l’attività di Aci si concentrerà sulla sicurezza stradale, con iniziative mirate al rispetto e alla conoscenza delle regole. Uno degli obiettivi è ad esempio quello di creare delle commissioni sulla sicurezza stradale, che coinvolgano la società civile e realtà tecniche.