Più fiducia alle start-up innovative

La Prealpina - 19/07/2017

È stato presentato ieri il Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeMTM sulle operazioni di venture capital in Italia nel 2016 (ossia l’apporto di capitale di rischio da un investitore per nuove attività). Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeMTM attivo alla Business School della Liuc – Università Cattaneo con il supporto di Aifi, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt e di Eos investment management. Il 2016 si è chiuso con una crescita dei nuovi investimenti in seed (investimento nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa) e startup (investimento per l’avvio dell’attività imprenditoriale), con 92 target: +19% rispetto al 2015 (erano 77). Se si includono anche le operazioni realizzate dai business angels il numero delle società sale a 129, +10% rispetto al 2015.

«Il venture capital sta crescendo e i dati lo dimostrano. Lo strumento è fondamentale per tradurre in impresa le nuove idee», afferma Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi. In questi ultimi anni sono stati conseguiti risultati preziosi grazie anche alle misure del Governo che hanno fatto da volano per l’avvio di imprese innovative. Tutto questo non è sufficiente poiché il mercato è ancora piccolo e occorre quindi lavorare per facilitare la nascita di nuovi operatori.

«Il 2016 conferma il tasso di crescita del comparto del venture capital italiano – afferma Anna Gervasoni, direttore generale Aifi e professore ordinario alla Liuc -. Dobbiamo però porci obiettivi più alti e lavorare per la crescita degli operatori e lo sviluppo di un ecosistema più incisivo dando un peso maggiore alle università e ai centri di ricerca che sono e possono essere ancor di più traino della ricerca e dell’innovazione così come accade nei contesti più virtuosi».