Più di così non si può Ora Varese decida sestarci o no

La Prealpina - 04/10/2017

Nemmeno Giove Pluvio è riuscito a scalfire il più bell’evento dell’anno. Ci ha provato, ancora una volta. Ma la Tre Valli ha resistito. Fiera e indomita. Anzi la pioggerellina sottile, caduta poco dopo l’ora di pranzo, ha avuto vita per pochi minuti appena. Scacciata dal sole che nel cielo sopra Varese pareva bramare un posto in prima fila. Naturalmente per godersi la corsa della Binda nella sua edizione più sfolgorante. Parterre de rois (dal ministro dello Sport, Luca Lotti, al governatore della Lombardia, Roberto Maroni), cast di campioni (dal vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, Tom Dumoulin, all’amatissimo Vincenzo Nibali) e folla sulle strade. Alla partenza da Saronno e all’arrivo nel capoluogo. Non senza una lunga diretta Rai (iniziata prima e durata molto più del previsto) equivalsa a uno straordinario e impagabile spot per la contea dei laghi e le sue attrazioni.

Difficile, anzi impossibile, avere di più. E del tutto ingiustificato pretendere di più.

Il patron Renzo Oldani e il suo instancabile staff di amici, collaboratori e volontari si sono superati, mandando in scena un pirotecnico e coloratissimo show.

Chi ha smoccolato per giorni, chi è rimasto a casa, chi ha scelto di uscire da Varese per scansare il “fastidio” di un evento che ha stravolto il tran tran quotidiano ha avuto maledettamente torto. Perché Varese e l’intera contea dei laghi, da Sud a Nord, è uscita esaltata dalla giornata di ieri. E dunque andava vissuta e sostenuta. Da tutta la sua gente, prima ancora che dalle istituzioni che le hanno reso omaggio. Certo, i politici ne hanno sfruttato la vetrina, ma – a parte l’apprezzabile sprint dell’agile Bobo Maroni che sul palco ha letteralmente bruciato il ministro Luca Lotti consegnando il trofeo al vincitore Alexandre Geniez – hanno fatto squadra. Sostenendo Varese al di là degli schieramenti. E dimostrando di aver realizzato quanto importanti e cruciali siano gli eventi sportivi di altissimo livello per lanciare davvero la “città giardino” e la sua provincia nell’offerta turistica internazionale.

Ora, dunque, tocca alla gente comprendere a fondo. Molti l’hanno capito, schierandosi a fianco della Binda. Molti, invece, faticano ancora ad assorbire l’idea che la Tre Valli, così come la Gran Fondo per cicloamatori andata in scena nel weekend, non sia una fonte di disagi ma un’imperdibile opportunità. Tocca alla gente, lo ribadiamo, perché senza l’apporto di tutti ogni sforzo rischia di essere vanificato.

Se Varese (tutta Varese) e la provincia (tutta la provincia) capiranno, allora si potrà guardare al futuro con una massiccia dose d’entusiasmo. In caso contrario, se la cecità e l’«orticellite» prevarranno, per tutti noi sarà la sconfitta più amara.