Più di 1.700 imprese e l’export tiene Il “Made In” vola dalla Cina agli Emirati

La Provincia Varese - 21/03/2016

Certo la crisi del settore, con la sempre crescente concorrenza internazionale e la delocalizzazione, ma anche la congiuntura negativa generale, hanno lasciato il segno nel tessile-abbigliamento varesino, ma con le sue 1.769 imprese – fonte “Osserva” dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio – il comparto storico della provincia di Varese conta ancora molto nell’economia locale. Soprattutto se consideriamo che il suo contributo alle esportazioni arriva al 9,05% di quello totale, con un valore assoluto di oltre 683milioni di euro nel periodo gennaio-settembre 2015. La bilancia commerciale è in positivo tenuto conto che nello stesso periodo le importazioni di prodotti tessili abbigliamento, pelli e accessori supera di poco i 422 milioni di euro, 261milioni di euro in meno rispetto all’export di settore. Analizzando separatamente il tessile e l’abbigliamento, si può osservare come per il primo i principali mercati di riferimento per le esportazioni del settore tessile siano da sempre quello tedesco e quello francese, ma anche Spagna, Svizzera, Regno Unito, oltre ai poli di lavorazione come la Romania, la Tunisia e il Portogallo. Al di fuori della Ue, i nostri tessili piacciono a Hong Kong, Cina e Usa. Anche il settore dell’abbigliamento, che all’estero porta prodotti, sia in serie sia su misura, caratteristici del Varesotto come camicie, T-shirt e biancheria intima, abbigliamento sportivo, pullover, cardigan e articoli a maglia, si rivolge principalmente a mercati comunitari, come da tradizione, con Francia, Svizzera, Russia, Spagna, Germania e Paesi Bassi ai primi posti. La moda “made in Varese” arriva anche fuori dai confini europei, fino a Hong Kong, Cina, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Se negli ultimi anni le imprese varesine del comparto tessile-abbigliamento hanno subito la concorrenza dei Paesi emergenti e la crescente delocalizzazione legata in particolare al costo nettamente inferiore della manodopera, con significative ripercussioni in termini di imprese e occupazione, tuttavia il numero degli addetti rimane una variabile importante e si aggira intorno ai 13mila addetti, tra imprese industriali e artigiane. Nonostante dunque la forte competizione a livello globale il tessile rimane una peculiarità del nostro territorio, caratterizzata dall’elevata qualità, apprezzata come detto anche all’estero. Tessuti in generale, ma anche maglieria, biancheria per la casa e tessuti non tessuti; e sempre di più si punta sullo sviluppo di nuovi prodotti all’avanguardia nella sostenibilità e innovazione. Come dire che se si può delocalizzare la produzione non si può dire lo stesso per la ricerca e sviluppo, in cui il Varesotto ha ancora una chance da giocarsi anche grazie alla lunga esperienza e al background acquisito. Immagine