Pittura e scultura, l’arte moderna nuovo paradiso dei collezionisti

- 11/11/2016

L’arte contemporanea marcia veloce nonostante la crisi, e se l’antico è in ribasso e considerato “fuori moda”, l’ultramoderno vende che è un piacere, e i collezionisti non sono soltanto varesini ma, grazie al mercato online, acquistano da ogni parte del mondo. Lo dicono due galleristi che su pittori e scultori di oggi hanno investito tempo e denaro, oltre alla passione e alla competenza, atout obbligatori per stare a galla in un mondo difficile e competitivo come quello dell’arte: Alberto Lavit e Sofia Macchi.

Lo Spazio Lavit di via Uberti 42 a Varese, aperto nel 2009, è la prima tappa nella seconda puntata della nostra piccola indagine tra le gallerie varesine. Proprietario e animatore, assieme alla critica d’arte Laura Orlandi, è Alberto Lavit, fotografo di successo nel campo pubblicitario e della moda, reinventatosi gallerista: «Con l’avvento del digitale la fotografia è in netta flessione, così ho trasformato la mia passione per la pittura in lavoro, grazie anche alle passate frequentazioni di atelier di artisti a cui fotografavo le opere. La mia è una galleria anomala, sede anche di eventi e convention, così il passaggio di molte persone supplisce all’assenza di vetrine. Tratto artisti contemporanei non locali e non storicizzati, da Sandro Del Pistoia a Giuliano Tomaino, Paolo Fiorellini, Gianni Landonio o Ester Maria Negretti, con opere di medio prezzo, che vanno dai 500 ai 20mila euro», spiega.

Lo Spazio Lavit, progettato dall’architetto Anna Pedoja, è multifunzionale, accoglie cene aziendali, feste di compleanno come concerti jazz e naturalmente mostre.

«Ho un parterre di artisti “miei” che seguo da tempo. Rimango nel segmento medio, purtroppo molto penalizzato dalla crisi, perché i piccoli collezionisti che magari risparmiano per permettersi un’opera di buona qualità stanno scomparendo. Oggi vanno o le cose di poco prezzo o le carissime. Vendo molto di più la pittura, anche se la gente ha sempre meno spazio alle pareti, anche per l’“obbligo” dei quadri di famiglia o perché le case sono più piccole», dice Alberto, che inaugurerà il 12 novembre la mostra “Punctum” del prediletto Giuliano Tomaino, con la curatela di Martina Corgnati. «Mi piace portare la scultura in mezzo alla gente, come nel caso dell’“Orto d’arte” in via Bagaini, un’aiuola verde dove espongo a rotazione opere di artisti. Dopo Sovana, Landonio, Sala e Rossetti ora sarà la volta di Tomaino. Le mostre in galleria sono programmate per tutto il 2017, da me passano clienti varesini, ma anche di Como, Milano, Busto Arsizio e Canton Ticino, e i collezionisti sono sempre informatissimi sull’artista e le quotazioni e richiedono l’autentica dell’opera. Il prossimo anno farò qualche esposizione in meno e porterò i miei artisti alle fiere, per farmi conoscere anche in altre città».

Un mercato internazionale di ottimo livello è invece quello che incontra il Punto sull’Arte di Sofia Macchi, coadiuvata in galleria (in viale Sant’Antonio 59/61 a Casbeno) da Giulia Stabilini per l’organizzazione eventi e Greta Palastanga per la parte grafica, web e social network. Aperto il 19 novembre di 5 anni fa (celebrati il giorno della ricorrenza con due mostre, una, “Confronti”, dedicata a Emanuele Dascanio e Gianluca Corona, l’altra agli artisti della galleria) lo spazio si è ampliato con una sala superiore dove sono esposti i lavori di pittori e scultori trattati stabilmente, da Jernej Forbici, Alex Pinna, Anna Lù, Matteo Pugliese, a Federico Infante e Johannes Nielsen.

«Trattiamo arte contemporanea figurativa di autori internazionali e vendiamo parecchia scultura, anche molti bronzi, forse un po’ in controtendenza rispetto ad altri. Valorizziamo giovani artisti con cui abbiamo un rapporto di reciproca fiducia e frequentiamo molte fiere in Europa.

Di recente siamo state a Colonia, dove anche un’opera del nostro Jernej Forbici è stata selezionata tra quelle presentate da 160 gallerie», dice Sofia Macchi, studi di economia, un passato come responsabile del controllo qualità al Ccr di Ispra e gallerista per passione.

«Il nostro è un mercato medio alto, ma teniamo anche piccole opere, da 50-100 euro, fino a quelle più importanti, che raggiungono i 15mila. Molti giovani acquistano per incominciare una piccola collezione, si rivolgono soprattutto ai quadri 15×15 o 20×20 che periodicamente commissioniamo ai nostri artisti e mettiamo in mostra ogni anno. Abbiamo clienti di Milano, di buona parte del Norditalia, online comprano da Stati Uniti, Germania, Francia, Svizzera, perfino da Arabia Saudita e Turchia. Non tralasciamo i talenti locali: a gennaio avremo per esempio il gradito ritorno in galleria della scultrice varesina Paola Ravasio, e tra gli artisti rappresentati da noi contiamo anche Alberto Magnani e Arcangelo Ciaurro».