Pista ciclabile da rilanciare Un patto fra tredici Comuni

La Prealpina - 11/09/2020

Urge affidare l’incarico professionale per lo studio di riqualificazione della pista ciclabile e delle sponde del lago di Varese. Per questo motivo, durante l’ultimo incontro dell’Associazione Comuni Rivieraschi, i sindaci presenti (10 su 13), presieduti da Emilio Magni, primo cittadino di Cazzago Brabbia. hanno deciso di snellire le procedure: ogni Comune firmerà singolarmente una convenzione con la Camera di Commercio di Varese, perché tale incarico, della durata di 15 mesi, venga assegnato al più presto, a nome di Aqst (Accordo Quadro di Sviluppo del Territorio) della Regione Lombardia. Questo progetto vedrà un accordo di collaborazione tra Comuni, Provincia e Regione con il Politecnico di Milano, sempre all’interno del quadro più ampio dell’Aqst. Si ragionerà intorno alla cosiddetta “macroazione F”, inerente la riqualificazione della pista ciclabile e delle sponde del lago, in continuità con le attività già svolte dalla docente-architetto Katia Accossato con il proprio laboratorio di progettazione del Polo territoriale del Politecnico di Milano, assieme al suo team. L’attenzione è stata rivolta all’analisi delle aree dismesse intorno alle sponde. Sono state individuate in alcuni paesi tra cui Gavirate, Calcinate del Pesce, Varese, Azzate intorno al campeggio, l’hotel Continental e il trampolino a Biandronno, e a Galliate Lombardo. Ora si sta ragionando se inserire anche l’area della fornace di Cazzago Brabbia. Questo osservatorio è partito grazie all’attività esperienziale del laboratorio di progettazione del Politecnico che la Accossato ha guidato, premiata nell’ambito del concorso di idee indetto dalla Provincia e dall’ordine degli architetti di Varese nel 2013, per il progetto di riqualificazione della pista ciclabile. Quindi questo nuovo progetto per cui si attende l’incarico professionale affonda le sue radici in questa operazione voluta dalla Provincia e dall’ordine degli architetti con l’idea di migliorare la ciclabile nel suo complesso, intendendola come ossatura di collegamento tra i vari comuni interlacuali. In particolare, l’Accossato, con il progetto che ha messo a punto con Act Architettura Chiasso, aveva insistito sull’idea di istituire una sorta di parco del lago con confini precisi anche se non amministrativamente definiti, per indicare un’area omogenea dentro cui cercare di ristabilire un contatto tra i nuclei, quindi le piazze centrali, le zone più antiche dei paesi con la relativa area pubblica sulla sponda, direttamente affacciata al lago. «Come per ricucire una ferita che è quella della strada provinciale, che gira tutto intorno e taglia spesso i comuni dalla costa – spiega – ad eccezione di Cazzago Brabbia dove sappiamo il porticciolo essere vicinissimo al nucleo storico».