Pisa Il caso Camera di Commercio alla stretta finale

Altra Testata - 06/06/2017

Una questione di area costiera che però si risolverà tutta a Pisa. In un senso o nell’altro. Resta un punto interrogativo sulla vicenda dell’accorpamento delle tre Camere di Commercio (Pisa, Lucca, Massa Carrara) in una sola. Nessun accordo in vista. La certezza invece è che i tempi stringono. Entro mercoledì gli enti coinvolti devono trovare una soluzione condivisa, altrimenti deciderà Roma: Pisa ha la Camera di Commercio con il maggior numero di aziende iscritte e quindi le spetta l’attribuzione della sede di area, la sede centrale. Ma i giochi veri cominceranno il giorno prima, domani, quando si riuniranno i consigli camerali. Sul tavolo anzitutto la proposta di Lucca (appoggiata da Massa Carrara) di una sede di area decentrata a Viareggio, lasciando a Pisa la presidenza. Il voto di Lucca e di Massa Carrara è quindi scontato, mentre quello di Pisa resta ancora molto incerto.
Le previsioni sono di un duello pisano all’ultimo voto. Gli schieramenti sono delineati da giorni. Da una parte l’Unione Industriale, dall’altra un cartello formato da Cna, Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti. Nel mezzo vari rappresentanti di altre associazioni. Le quattro organizzazioni sono di fatto d’accordo con Lucca e Massa Carrara, e danno la precedenza alla governance (ovvero al mantenimento della presidenza, andando in continuità con Valter Tamburini, esponente della Cna). L’Unione Industriale ribatte: la presidenza sarà a rotazione, quindi con carattere temporaneo, mentre la scelta della sede sarà fissa; e visto che Unioncamere, per regolamento, già ci attribuisce la sede, perché rinunciarvi spontaneamente? In pratica, è il ragionamento degli industriali, la sede l’avremo sempre e, quando nella rotazione toccherà a Pisa la presidenza, avremo tutto il pacchetto.
A Lucca tengono il punto. «Per quanto ci riguarda – spiega il presidente Bartoli – continuiamo a lavorare perché la sede di area sia Viareggio. A Pisa gli industriali continuano a fare resistenza, mentre le altre associazioni di categoria convergono sulla nostra proposta, condivisa fin da subito anche da Massa Carrara. Il 7 giugno è in programma il consiglio sia alla Camera di Lucca che di Pisa. Abbiamo tempo fino all’8 per comunicare un accordo raggiunto, altrimenti ci penserà il ministero a decidere e lo farà in base al criterio del maggior numero di imprese iscritte. Criterio che personalmente non condivido: può andare bene nel caso in cui si debba decidere per l’accorpamento di due sedi camerali, non per tre, come nel nostro caso, o più».
È in attuazione della legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione che si verrà a formare la nuova geografia delle Camere di Commercio, ridotte da 105 a 60 sulla base del disegno tracciato da Unioncamere. Il 30 maggio, con un documento poi inviato al ministero dello Sviluppo economico, Unioncamere ha annunciato che entro sessanta giorni varerà, con proprio decreto, la nuova mappa del sistema camerale. Nei casi in cui non ci saranno accordi su sede di riferimento geografico e presidenza, sarà il ministero a decidere e lo farà applicando il criterio della prevalenza numerica delle aziende iscritte: a Pisa sono circa 53mila, a Lucca 52mila, a Massa Carrara 27mila. La votazione di Pisa sarà quella decisiva. Se

la maggioranza si esprimerà come Lucca e Massa Carrara, la sede centrale sarà Viareggio. Se invece l’Unione Industriale porterà dalla sua altre preferenze tra i consiglieri che si presenteranno al voto, salterà l’accordo. E il ministero imporrà il palazzo di piazza Vittorio Emanuele II.