Piccoli musei crescono con la Card regionale

La Prealpina - 28/08/2017

«Andar per musei? Bello, ma quanto ci costa?». La cultura, si sa, fa a pugni con il portafoglio. Sia per chi la pratica, che spesso non ne ricava di che vivere, sia per chi ne va alla ricerca. O vorrebbe farlo, ma è trattenuto dai costi.

Discorso che vale meno per i grandi luoghi museali, ma che ha un peso maggiore negli altri, quelli di provincia che magari conservano capolavori assoluti (quante volte Vittorio Sgarbi l’ha ripetuto in tutte le salse, scrivendone anche dei libri). Degli uni e degli altri l’Italia è piena.

La provincia di Varese offre il proprio contributo fatto di musei di nicchia, un po’ come il suo turismo che non mira né può mirare ai grandi numeri, ma che punta ad un pubblico piuttosto selezionato e magari anche più consapevole.

In tutto questo, la novità rappresentata dalla Card Musei Lombardia-Piemonte, che con 45 euro (e riduzioni per minori e over 65enni) offre accesso libero per 365 giorni a partire dall’emissione in un’ottantina di musei, può giocare un ruolo non secondario. Gli ultimi dati ufficiali disponibili, resi noti pochi giorni fa, offrono spunti incoraggianti in tal senso.

Nel corso del 2016, nei 10 musei del Varesotto aderenti all’iniziativa sono stati staccati 1.100 biglietti con questa formula innovativa, incrementando di circa il 5 per cento il totale dei visitatori. Certo non si tratta di numeri da capogiro, ma che hanno un loro significato anche per l’indotto (mezzi di trasporto, ristoranti) che generano.

In testa alla classifica c’è Volandia Parco e Museo del Volo di Somma Lombardo con 437 biglietti. Un successo annunciato data la visibilità del sito. Segue – e questa è una sorpresa – il Museo Castiglioni di Varese con 208.

«La nostra provincia è seconda in Lombardia per numero di musei ed è questo un dato sorprendente – sottolinea Marco Castiglioni – anche perché si tratta di luoghi caratteristici di una sorta di museo diffuso messo in rete da Varese Musei». Dopo il MaGa a quota 147, troviamo il Castello di Masnago con la sua collezione d’arte moderna e contemporanea, cui si aggiunge Villa Mirabello (entrambi nel Musei civici di Varese) con 63.

«Diciamo la verità, non si tratta di numeri esaltanti, anche perché secondo me la tessera funziona veramente bene a Milano e nelle città maggiori – ammette il direttore Daniele Cassinelli -. In ogni caso, per realtà piccolo come le nostre si tratta di una opportunità da non perdere».

Il Monastero di Torba registra 88 card, il Museo della Ceramica di Saronno 79, il Baroffio e il Pogliaghi al Sacro Monte rispettivamente 77 e 55, infine Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno 54.

Dunque, piccoli musei crescono, senza la pretesa di fare concorrenza ai grandi nomi del settore, ma consapevoli di una propria specificità diffusa. Basta avere la pazienza di andare a cercarli. Con Abbonamenti Musei Lombardia (questa la dizione esatta della card, di cui è da qualche giorno presidente Dino Berardi, consulente strategico di comunicazione per Banca Sanpaolo) può essere più facile. Sotto lo slogan “Se ami l’arte non ti servono altre carte”, offre la possibilità di conoscere l’ampio patrimonio culturale e museale della Lombardia (quinta regione italiana per numero di visitatori, 1 milione e 791mila nel 2016) e rappresenta forse il modo migliore per conoscere l’offerta della regione grazie a convenzioni e sconti in stagioni teatrali e concertistiche; agevolazioni sono previste anche per altri musei fuori dalla Lombardia, del Piemonte e in Canton Ticino.