Piccole imprese, ora si assume

Se un giovane ci sa dire la differenza tra un tornio e una fresatrice, gli assicuriamo uno stipendio di mille euro al mese». Paolo Casolaro e Giuseppe Russo della Oldmill, officina meccanica di precisione di Jerago, hanno le idee chiare. Le opportunità di lavoro in provincia, tra le imprese artigiane, ci sono ma bisogna meritarsele.

La loro è solo una delle testimonianze raccolte da Confartigianato Varese. Una indagine sul campo per verificare se la ripresa abbia effettivamente rimesso in moto le macchine e, soprattutto, se si sia tornati ad assumere anche nelle piccole e medie imprese della provincia.

«Assumiamo persone autonome – continuano i titolari – che sappiano lavorare contemporaneamente su più disegni. In sei mesi abbiamo fatto quaranta colloqui di lavoro e ora stiamo portando a termine due inserimenti».

I dati sono confortanti. Secondo i dati della camera di commercio, i contratti di assunzione in provincia di Varese sono in crescita, in modo particolare quelli a tempo determinato. Nel periodo gennaio-giugno 2016 erano 33.414, saliti a 40.330 nello stesso periodo del 2017. Scendono, invece, i contratti a tempo indeterminato dai 7532 ai 7456 dello scorso anno. Performance positiva anche per ciò che riguarda l’apprendistato, uno strumento a cui le aziende artigiane e non solo guardano con interesse. Se gli avviamenti nei primi sei mesi del 2016 erano 1.109, nello stesso periodo del 2017 sono saliti a 1469.

Insomma, le porte delle aziende sono tornate ad aprirsi. È accaduto, ad esempio, alla Syncro Srl di Sacconago, che si occupa della produzione e lavorazione di materie plastiche e che negli ultimi cinque anni ha assunto quindici persone e oggi conta 37 dipendenti. Il tutto grazie a contatti diretti con il Politecnico di Milano. E i vertici dell’azienda non sono ancora soddisfatti, dal momento che da tre anni sono alla ricerca di un ingegnere elettronico con competenze nell’automazione delle macchine. «Ma chiunque sappia di elettronica, meccanica e parli almeno due lingue, ma senza essere un fenomeno può pensarci su», dice Carlo Bianchi. Quasi un suggerimento a saper cogliere le opportunità.

Vero è che non per tutte le pmi artigiane la scossa data agli ordini dalla ripresina in atto è ancora sufficiente per pensare a un piano occupazionale impegnativo. «In questo momento non c’è ancora tranquillità – spiega Alberto, titolare della Meccanica Fratelli Vanzini di Jerago con Orago, dove l’ultima assunzione risale al 2015 con contratto di apprendistato -e assumere significa prendersi la responsabilità di mantenere chi hai assunto. Per ora preferisco deludere qualche cliente piuttosto che inserire una persona alla quale poi dover dirre che non serve più. Le imprese non sono ancora tranquille».