PIAZZA REPUBBLICA E CASERMA Il polo culturale pronto nel 2020

La Prealpina - 16/12/2016

Nella prima versione, la tempistica era molto dilatata. Per vedere l’ex caserma Garibaldi sistemata e fruibile come polo culturale, e piazza Repubblica riqualificata, sarebbero serviti dieci anni. Ora no: sei mesi per il progetto definitivo e per quello esecutivo, altri sei per la gara d’appalto, nell’autunno del 2017 l’apertura del maxi-cantiere (o dei cantieri se separati) e quindi altri due anni e mezzo per fare tutto. Morale: nel 2020 Varese avrà il comparto rinnovato e già vivibile. La tabella di marcia è stato indicata ieri mattina a Palazzo Estense dal sindaco Davide Galimberti e dall’assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, Andrea Civati, insieme all’architetto Mauro Galantino, vincitore col suo staff del concorso internazionale per il restyling di piazza e caserma. Più di un’ora di riunione, fra i tre con dirigenti e tecnici di Palazzo Estense, e quindi le prime valutazioni. Che sono all’insegna dell’avanti tutta. Ben spediti. Non a caso, il sindaco ha esordito poi confermando «la necessità di fare in fretta, soprattutto per l’ex caserma, perché questo ci chiedono i varesini». Lo slancio dopo lo spauracchio che saltasse l’intero progetto: l’ultima riunione del collegio di vigilanza dell’accordo di programma (Regione, Comune, Provincia e Università) ha confermato il masterplan, anche per la fase due, quella relativa alla costruzione del nuovo teatro. «Varese ha apprezzato la grande collaborazione tra gli enti». Scendendo un po’ nel dettaglio, la spesa per riqualificare la caserma e il teatro si aggira intorno ai 15 milioni, più del doppio di quanto era inizialmente previsto come budget indicativo. Costi che lievitano? No, tempi che s’accorciano: con i quasi sette milioni previsti in origine, si realizzava la sistemazione della piazza e il recupero della Garibaldi senza adibirla alla nuova vocazione culturale. In sostanza, la creazione “fisica” della biblioteca e di tutte le sale al servizio dei cittadini, sarebbero slittati a una fase successiva. Ora invece, viene stabilito che l’intervento sarà complessivo, esaustivo, totale. In tempi più che dimezzati.

La piazza che verrà: l’architetto Galantino ha spiegato che si tratta di un’area aperta all’interno del centro cittadino. «Che poche città hanno». E quindi, pur inseguendo l’obiettivo di renderla viva e vitale, verrà salvaguardato l’assetto di spazio vuoto, imbastendo un progetto – anzi affinando quello vincitore del concorso – che non carichi troppo di opere e strutture pesanti. Questo non vuol dire che verrà abbandonata l’idea del “giardino”, ovvero di piante e panchine, ma non sarà predominante o troppo invasiva. La pavimentazione verrà sostituita, questo sì. E la piazza si allungherà fino alla caserma, sopprimendo la corsia delle auto in via Spinelli. Lo studio Galantino studierà il progetto definitivo tenendo conto che un altro maxi-piano sta per decollare e tra i due dovrà esserci un collegamento logico: la riqualificazione del comparto stazioni. Capitolo caserma. L’ingresso principale – verrebbe da dire d’ordinanza vista la storia militare dell’immobile – sarà sempre da via Magenta. Ma ne verrà creato uno di accesso diretto alla piazza: sarà al centro del lato lungo della Garibaldi, quello che si affaccia appunto su via Spinelli. Dentro, verrà dunque creata la biblioteca secondo un concetto moderno, europeo, stile francese o spagnolo. Galantino durante il periodo natalizio esaminerà infatti dei modelli (moderni) di riferimento. «Sono i compiti delle vacanze» ha osservato il sindaco. Dopo la fitta riunione col professionista, valutazioni e annunci sono stati fatti insieme al dirigente all’Urbanistica, Gianluca Gardelli, e al segretario generale del Comune di Varese, Francesco Tramontana. Tra le sale che affiancheranno la maxi-biblioteca, al piano terreno, anche una multifunzionale per esposizioni, presentazioni di libri, spettacoli e concerti di musica classica. E la grande “serra” in vetro ipotizzata nel cortile interno della Garibaldi? È confermata.

Tornando alla piazza, nella visione aperta e fruibile si fa largo anche uno spazio dove allestire il mercato che «è nella storia del comparto». Trasloco dunque delle bancarelle di piazzale Kennedy. No, questo è impossibile perché l’area andrebbe attrezzata di servizi e strutture (dai bagni pubblici ai cassoni dell’immondizia, passando per le colonnine della corrente elettrica) che vanificherebbero l’idea di spazio comunque aperto. Ma mercati a tema, periodici, stagionali, occasionali, questi sì. Seguendo, anche in questo caso, l’esempio del commercio ambulante francese. Galantino ha quindi spostato l’attenzione sul monumento ai caduti e sul giardino con piante attorno. Cambierà qualcosa? Il monumento non si tocca. Pur non essendo, ha osservato il professionista, straordinario da un punto di vista artistico e architettonico, è una testimonianza della Grande Guerra e deve restare per tramandare la memoria alle nuove generazioni. Le premesse insomma sono confortanti. Soprattutto sui tempi: tre anni mezzo per realizzare tutto. Che in Italia, anche per interventi minori, sono quasi un’utopia. «No, qui sarà realtà».

Addio via Spinelli e salta la rampa

Bene la nuova visione della piazza. Bene anche quella dell’ex caserma. E la viabilità? Non ci sono grandi incognite. O meglio: la soppressione di via Spinelli – situazione già vissuta per un anno quando la Garibaldi era a rischio di cedimenti – verrà compensata dal probabile ampliamento di via Pavesi, la traversa retrostante. È fattibile? Sì, ha spiegato ieri l’architetto Mauro Galantino, vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione di piazza Repubblica e dell’ex caserma. Potrebbe quindi diventare a doppio senso. La circolazione insomma non dovrebbe subire contraccolpi. Un nodo. in realtà, esiste. Ma non è legato allo scorrimento del traffico bensì all’accesso al parcheggio sotterraneo delle Corti. Rimarranno l’ingresso e l’uscita in via Magenta e, dall’altra parte, l’accesso da via Bizzozero. Sparirà la rampa di uscita in via Spinelli. E qui, sbuca il problema: lo sfogo davanti all’ex caserma è l’unico soluzione per le auto parcheggiate al piano meno uno. «Situazione kafkiana» ha commentato senza esitazioni l’architetto Galantino. Per sfruttare il primo dei quattro piani bunker della sosta, bisognerà creare una nuova uscita (gli altri piani hanno uscite non collegate col primo). E allora che fare? Il professionista e l’assessore Andrea Civati, che ieri insieme al sindaco Davide Galimberti hanno illustrato tempi e progettazione per la piazza e l’ex caserma, stanno cercando una rampa alternativa. Da creare. E questo potrebbe essere ipotizzato in via Pavesi dove però si valuta anche l’ampliamento per consentire una migliore circolazione del traffico. In corrispondenza delle rampe confermate, il progetto prevede delle pensiline non mastodontiche che serviranno anche ad attutire il rumore. Coperture dunque garbate che verranno arredate, dal lato piazza, con panchine. Questa la dimensione traffico. La fase due del masterplan – che seguirà la uno, facendo scattare la progettazione definitiva quando aprirà il cantiere per la piazza e la Garibaldi – riguarda la costruzione del nuovo teatro. Non sarà un project financing, sparisce la partecipazione dei privati, e l’opera sarà dunque finanziata tutta dagli enti pubblici, in particolare la Regione che col governatore Roberto Maroni ha rotto l’impasse mettendo sul piatto risorse aggiuntive. Quanto costerà? Il quadro economico è ancora da definire. Al centesimo.