Piazza e fontana “portarifiuti”

La Prealpina - 20/02/2017

Posacenere e portarifiuti. Al posto delle fioriere di piazza Monte Grappa. Sono quelle che i soliti maleducati hanno ricavato con il tempo nelle mezzelune (dieci) che stanno alle spalle della dozzina di sedute attorno alla fontana.

Vi è il terriccio, vi sono ciuffetti d’erba, a intermittenza e spelacchiati. Il tutto è lontano dall’idea di piccole ma decorative fioriere. Ancora più lontano da questa immagine l’idea di una nuova opera a nobilitare la piazza (dove ora c’è l’abete) firmata dal grande designer mantovano di origine ma da una vita varesino d’adozione Marcello Morandini che ha riprogettato la piazza principale della città e disegnato la pavimentazione che tutti i varesini conoscono. E che ha proposto di offrire a Varese una sua nuova opera.

Se trascuratezza e degrado si vedono anche dalle piccole cose, di interventi nell’area occupata in queste ore dal mercatino francese, ne servono decisamente. Se non a costo zero, quasi. Cominciamo da chi spegne sigarette che non getta dove dovrebbe ma abbandona sull’anfiteatro di granito grigio posto attorno alla fontana (in questi giorni spenta e diventata, anch’essa, ricettacolo di immondizia). E poi fazzoletti e cartacce, tutto abbandonato nel “cuore” della città, vicino a dove amici e fidanzati anche ieri erano seduti a lasciarsi baciare dal sole quasi primaverile. «Basterebbe togliere la terra e ricoprire in qualche modo quelle aiuole che hanno già davanti una piccola lastra che delimita le fioriere inesistenti e che impediscono di utilizzare quegli “scranni” per sedersi», dice il consigliere comunale Mauro Gregori. Tra le segnalazioni di ciò che non va, vi sono pali in alluminio tagliati malamente alla base e lasciati con il rialzo di qualche centimetro che spunta dall’asfalto. “Spuntoni” pericolosi. Come all’angolo con via Marcobi. «Basterebbe così poco per fare bene i lavori e sistemare in maniera decorosa la piazza principale della città». La lista Galimberti, di cui Gregori fa parte, sta lavorando anche alla soluzione del caso del parallelepipedo di vetro messo per Expo davanti alla fontana, sul lato della Camera di commercio. Spostare quel manufatto, che era stato realizzato in via provvisoria e va eliminato, costa poco meno di diecimila euro. Una cifra che le casse comunali risparmierebbero volentieri. «Stiamo cercando soluzioni che consentano, entro la fine della scuola, di non avere più quel manufatto a pochi metri dalla fontana e lavoriamo affinché sia affidato, con quale formula è da studiare, a enti o gruppi che possano utilizzarlo per finalità sociali», dice Tommaso Piatti, anch’egli consigliere della lista Galimberti. Quel “gabbiotto” era stato installato come infopoint sulle bellezze di Varese e provincia in occasione dell’Esposizione universale, divenendo sede dello Iat prima del trasferimento dell’ufficio dall’altra parte della piazza, nell’edificio della Camera di Commercio. Anche il “giardino sospeso” alle spalle del “gabbiotto” è in condizioni pietose. O si smantella tutto o si procede con una manutenzione. In queste condizioni la piazza non può rimanere ancora a lungo.