Piazza Affari, varesine in altalena nel 2016

Un titolo, Lu-Ve Group, in rialzo e uno, Openjobmetis in ribasso». Archiviato il 2016, Max Malandra, analista finanziario varesino, tra i fondatori di finanziaoperativa.com, prova ad abbozzare un bilancio sulle due società della provincia di Varese quotate a Piazza Affari. «Openjobmetis ha segnato un calo del 16,3% chiudendo l’anno a 6,11 euro, a fronte di un -10,2% registrato dal principale indice della Borsa italiana, il Ftse Mib. Il titolo rimane comunque “buy” (e, cioè, appettibile, ndr) per gli analisti di Equita Sim, che fissano un target price di 8,2 euro per azione. Vengono giudicati positivamente sia l’accelerazione dei ricavi nel quarto trimestre sia l’approccio selettivo alla clientela», argomenta Malandra. «Secondo Equita, il 2016 della società di lavoro interinale, che capitalizza circa 82 milioni di euro, dovrebbe chiudersi con 453 milioni di euro di ricavi, 17 di margine operativo lordo e 9 di utile netto. Profitti che dovrebbero salire a 11 milioni quest’anno, a fronte di 481 milioni di fatturato e 19 di ebitda (margine operativo lordo, ndr). La società dell’ad Rosario Rasizza è focalizzata sulle Pmi e può contare su oltre 5.600 clienti e su 574 dipendenti. La società potrebbe dare anche il via ad alcune acquisizioni».

Andamento opposto, invece, per Lu-Ve, che «all’Aim Italia – il segmento di Borsa dedicato alle Pmi ad alta crescita – ha registrato un +10,6% (-15,7% invece l’indice Ftse Aim), passando dai 10,1 euro di fine 2015 agli 11,15 euro di fine 2016, cui vanno aggiunti ulteriori 20 centesimi di euro di dividendo percepito dagli azionisti a maggio». Il gruppo con sede a Uboldo è tra i leader europei nel settore della refrigerazione industriale. In settembre la società ha acquisito il 95% dell’indiana Spirotech (valorizzata 33,6 milioni di euro). E dopo l’India sarà la volta dell’America: l’Ad Matteo Liberali ha dichiarato infatti di avere a disposizione 40-50 milioni di euro per ulteriori operazioni straordinarie di acquisizione «ma sempre a patto di trovare operazioni interessanti sul mercato: puntiamo a crescere ancora, possibilmente nel continente americano». Inoltre, ad ascoltare Malandra, «entro giugno di quest’anno, Lu-Ve farà il salto di qualità e passerà da quello delle Pmi al listino principale di Piazza Affari: del resto ormai l’Aim va stretto per un gruppo internazionale che capitalizza 220 milioni di euro. A ottobre Ubi Banca ha confermato la propria raccomandazione “buy” sul titolo e alzato il target price da 12,91 a 15,11 euro per azione: secondo gli analisti il gruppo dovrebbe realizzare 230 milioni di fatturato nel 2016 con 13,7 milioni di euro di utile netto.