Piatti pronti, affari sulle tavole lombarde

La Prealpina - 05/09/2017

Nel nostro Paese, soprattutto al Nord, prosegue inarrestabile il boom dei piatti pronti, che sì costano di più, ma fanno risparmiare tempo. Si tratta di un mercato da quasi mezzo miliardo di euro, pari a più di 50 milioni di cibo.

E il fenomeno va di pari passo con l’ascesa, anch’essa apparentemente inarrestabile, del business della consegna a domicilio. Come testimonia un recente studio della Camera di Commercio di Milano, le imprese che producono piatti pronti sono cresciute in un anno del 2,2% in Lombardia, regione dove si concentra il 15,4% del settore nazionale. Per inquadrare il fenomeno si parla di più di 5.700 imprese attive, con Milano a farla da padrona con 1.807 aziende (+3%), secondo dato assoluto a livello nazionale.

Dopo Milano, restando alla Lombardia, vengono le province di Brescia (1.674 imprese) e Bergamo (1.369) e Varese (481), in cui in un solo anno si è assistito a un aumento di attività del 3,3%.

Tra i settori più gettonati, considerando i valori assoluti, spiccano i dati relativi alle imprese che producono pasti da asporto, i produttori di pane e prodotti di pasticceria e i produttori di paste alimentari e cous cous.

Tra le principali specializzazioni in campo alimentare delle regioni italiane troviamo la Campania prima nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (20% circa nazionale tra i vari settori) e nella produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie (21,3%); l’Emilia Romagna prima per produzione di prodotti a base di carne (27,3%); la Sicilia nella lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi (22%); la Puglia nella produzione di vini (17,2%); e la Lombardia nella produzione di margarina e di grassi commestibili simili (43%), bevande analcoliche e acque (15,6%) e, per l’appunto, nella produzione di piatti pronti (15% circa tra i vari settori).