Piano della sosta: guerra in Comune

La Provincia Varese - 22/03/2017

L’opposizione farà muro contro il piano della sosta e la maggioranza ad oggi sembra che risponderà compatta. Salvo colpi di scena, tutto quindi lascerebbe pensare che il piano della sosta tanto dibattuto in città venga approvato in Consiglio comunale. Lunedì sera i consiglieri di maggioranza si sono incontrati per ascoltare l’assessore Andrea Civati che ha illustrato le linee guida del piano. Ieri sera, invece, la giunta si è riunita per approfondire le osservazioni pervenute dai cittadini. «Sono state numerose le occasioni di confronto con l’assessore Civati ed è emersa un’ampia condivisione da parte dei consiglieri di maggioranza, con molti spunti di riflessione e richieste di approfondimento, ma nessuna critica al piano» afferma Luca Conte, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Paolo Cipolat (Pd) spiega perché voterà sì: «parto dal presupposto che bisogna fare qualcosa per cambiare la mobilità in centro. Questa è una buona occasione, non coglierla significherebbe rimanere nel rimpianto. Non sono una persona che, per partito preso, vota sì o no, approverò il piano con cognizione. Un «Quando si parla di innovazioni, c’è qualcuno che le contesterà. Ma se si temono le contestazioni non si farà mai niente» aspetto interessante è aver individuato delle zone della città per la sosta funzionale alle esigenze di una specifica utenza. Poi, come succede sempre quando si parla di innovazioni, ci sarà qualcuno che le contesterà. Ma se si temono le contestazioni non si farà mai niente». Fabrizio Mirabelli (Pd) non ha partecipato alla riunione sul piano della sosta perché impegnato nella campagna a sostegno di Andrea Orlando, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Enzo Laforgia, capogruppo di Progetto Concittadino, si è già detto favorevole: «l’idea di creare un sistema di interscambio per evitare che il centro sia affollato di auto è interessante. La mia personale idea è che il centro debba essere completamente liberato dalle auto. Per quanto riguarda il range tariffario, non mi sembra che preveda grandi stravolgimenti». Valerio Crugnola, capogruppo del Movimento Varese 2.0, sostiene il piano della sosta: «non stiamo parlando di un semplice piano tariffario, ma di un tassello di un piano della mobilità più ampio. Se questo secondo piano non è ancora chiaramente definito, ciò dipende dalle tempistiche del bilancio, che non sono le stesse di un circostanziato piano della mobilità». «Lo scopo non è dunque fare cassa, ma indurre comportamenti virtuosi associando convenienze, fruibilità, persuasività degli esempi, dissuasione delle cattive abitudini – continua Crugnola – Alla fine di questa transizione il cittadino ne guadagnerà in termini di qualità e integrazione della rete dei trasporti, in termini ambientali e anche in termini di risparmi. Una città più vivibile sarà anche più attrattiva per il commercio». «Che poi in concreto nel piano tariffario vi siano delle criticità o dei punti esposti a possibilità diverse, questo mi sembra normale come per ogni cosa. Le criticità non mutano la valutazione d’insieme dei fini del progetto. Esse potranno essere riviste riservandosi spazi di flessibilità che consentano correzioni in itinere, soprattutto agendo sul piano complessivo della mobilità»

 

«Non devono esserci privilegiati» Le idee di Gregori sugli abbonamenti

 

«Sono favorevole al nuovo
piano della sosta, ma apportandovi
delle correzioni
che lo rendano più equo e
fruibile. Correzioni tese a
non creare ingiustizie tra chi
risiede in centro Varese, fuori
dal centro o fuori Varese».
Così Mauro Gregori, consigliere
della lista Galimberti,
spiega la sua visione del piano
della sosta.
Il primo punto sollevato
dal consigliere è che «alcuni
cittadini non devono risultare
privilegiati rispetto ad altri».
Il rischio, infatti, secondo
Gregori, è che coloro che
risiedono in centro abbiano
diritto a un abbonamento
scontato per parcheggiare in
città (la tariffa forfettaria annuale
per il primo autoveicolo
va da 0 a 60 euro). Mentre
chi lavora a Varese si troverebbe
a pagare una tariffa
forfettaria mensile che potrebbe
oscillare da 45 a 80 euro.
«Non si può mettere un
cittadino in una posizione di
privilegio rispetto ad un altro»
dice Gregori, che ha preso
anche in considerazione
la situazione di tutte quelle
strade minori che circondano
il centro storico e che sono
quotidianamente occupate
dalla sosta dei lavoratori. Un
esempio sono le strade di Casbeno
che sfociano in via Copelli:
«lì la situazione va regolata,
altrimenti il rischio è
che i lavoratori, per non pagare
né l’abbonamento
“utente frequente”, né il parcheggio
blu, vadano ad intasare
quelle strade ancor di
più di quanto non lo siano oggi,
ostacolando i residenti
che non potranno più sperare
di trovare un posto per la
loro auto. Io lì metterei parcheggi
bianchi, blu e gialli».
Secondo Gregori, inoltre,
«sarebbe opportuno dare ai
titolari di abbonamento
“utente frequente” la possibilità
di parcheggiare nell’area
rossa nei posti a raso blu, perché
altrimenti i posti auto in
via Sempione e in via Verdi
non sarebbero sufficienti a
coprire tutte le richieste».
Il secondo punto sollevato
dal consigliere riguarda la dilatazione
dei tempi. Secondo
Gregori chi sceglierà di usare
i parcheggi di interscambio
dovrà mettere in conto
un’ora e mezza di spostamenti
in più al giorno. «Per diminuire
l’attesa nei parcheggi
di corrispondenza metterei
quindi dei servizi alternativi,
come il car sharing, il
moto sharing e il bike sharing.
In questo modo, quando
un utente scopre di dover
aspettare l’autobus 20 minuti
può utilizzare un servizio
alternativo. Secondo me in
via Indipendenza potrebbe
essere creata una stazione
per i veicoli del car sharing. Il
servizio, che funziona a Milano,
potrebbe essere implementato
anche a Varese».
Non ultimo, Gregori chiede
di fare molta attenzione ai
dettagli: «mi è sembrato di
capire che il parcheggio dell’Iper
chiude alle 21. Cosa che
di fatto vieta a una persona di
fermarsi a Varese per cena»