Piano d’area, fronte condiviso

La Prealpina - 03/12/2018

Piano d’area, i comitati tornano alla carica: «Si convochi un’assemblea pubblica per illustrare nel dettaglio i contenuti del documento inviato in Regione Lombardia». La richiesta è stata fatta nei giorni scorsi dal comitato Salviamo la Brughiera di Casorate Sempione, che da due anni ormai si batte contro la devastazione dei boschi della Little England casoratese per far passare i binari del collegamento ferroviario tra il T2 di Malpensa e la ferrovia del Sempione di Gallarate. Il comitato aveva già pubblicamente espresso la volontà di partecipare alla stesura del documento per la richiesta di attivazione del nuovo Piano territoriale d’area Malpensa, che tra oggi e domani partirà ufficialmente via PEC dal Consorzio Urbanistico Volontario (CUV) dei Comuni di sedime, diretta al governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana. Secondo la convenzione del Cuv, questa la versione del comitato, una volta all’anno il consorzio dovrebbe aprire le porte alla popolazione dei nove Comuni per confrontarsi con i cittadini in un’assemblea pubblica. Ma è ormai da diverso tempo che questo non succede.

In risposta alla sollecitazione del comitato, il presidente di turno del Cuv, il sindaco di Golasecca Claudio Ventimiglia, ha assicurato che, una volta inoltrato il documento già predisposto a Regione Lombardia, sarà sua cura confrontarsi con i colleghi sindaci per decidere data e luogo per una pubblica assemblea. Va detto che la richiesta del nuovo Piano d’area, pur con presupposti che appaiono in parte non coincidenti, rappresenta un terreno di potenziale intesa tra il fronte diplomatico dei sindaci e quello, più barricadero, dei comitati. Il fatto che il Piano d’area preveda la necessità di avviare una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (contrariamente al Masterplan di Sea, che richiedeva soltanto la Valutazione d’Impatto Ambientale) è un elemento su cui i comitati, come Salviamo la Brughiera, confidano per poter ottenere finalmente «un’analisi complessiva e cumulativa degli impatti» delle nuove opere e delle previsioni di sviluppo dell’aeroporto.

Ma al Cuv si chiede un coinvolgimento «già a partire dalle definizioni degli obiettivi del Piano», per non accettare a scatola chiusa quello che Regione e Comuni decideranno di valutare. Di qui la richiesta di un’assemblea pubblica, per aprire una discussione tra gli amministratori, i comitati e la popolazione dei Comuni dell’intorno dell’aeroporto, su quale dovrà essere il tracciato su cui indirizzare il nuovo Piano territoriale d’area. Uno dei fronti di potenziale scontro saranno le nuove opere infrastrutturali, che i sindaci invocano a gran voce. Dimitri Cassani, primo cittadino di Casorate Sempione, su questo punto è chiaro: «Queste opere comporteranno sacrifici per il territorio, è vero. Ma sono giustificati se portano benefici e se le opere sono sostenibili. È quello che ho sempre detto per la ferrovia Gallarate-T2: dico no se è un’inutile cattedrale del deserto, sì invece se è sostenibile e porta via traffico dalle strade».