Personale della Provincia all’Agenzia formativa

La Prealpina - 23/12/2020

«Raggiungere un accordo sarà difficile, ma la normativa obbliga al trasferimento del personale dalla Provincia all’Agenzia Formativa: prevedo che si arriverà a un provvedimento del presidente». Mattia Premazzi (nella foto Blitz), consigliere provinciale con delega alla Formazione, ha colto l’occasione offerta dall’ultima assemblea dell’ente prima del nuovo anno per essere chiaro fino in fondo: anni di braccio di ferro tra Provincia e sindacati non hanno portato a sostanziali passi avanti sulla questione e, dunque, è giunto il momento di scrivere la parola fine. «Entro quali termini di tempo?», ha chiesto la consigliera Deborah Pacchioni dai banchi dell’opposizione. Premazzi non ha fornito una risposta precisa, ma ribadendo che «la trattativa è in corso» ha lasciato intendere che la conclusione non è lontana. Con quali conseguenze per i dipendenti dell’Agenzia, legata a doppio filo con Villa Recalcati sul fronte della formazione professionale di giovani e adulti? Altra domanda dalla risposta difficile, anche se lo stesso Premazzi aveva dichiarato nello scorso gennaio, durante un altro consiglio provinciale, che «i diritti dei dipendenti non verranno toccati», aggiungendo però che «se siamo a questo punto la colpa è della passata amministrazione». Nessuno, dunque, perderà il posto. Rimane da vedere se i termini del nuovo contratto di lavoro rimarranno gli stessi dato che i due enti godono di totale autonomia giuridica, organizzativa, patrimoniale e contabile. Diverso il discorso circa lo stato di salute dell’Agenzia dal punto di vista didattico. Lo stesso Premazzi, infatti, ha parlato di «formazione a distanza, ad esclusione delle ore di laboratorio, difficile da gestire data anche la particolare tipologia dell’utenza». Non è un mistero che molti dei ragazzi iscritti ai corsi professionali hanno avuto percorsi scolastici difficili e che la didattica a distanza presenti, più che altrove, problematiche complesse da gestire.

Nello stesso ambito è rientrata la richiesta di Paola Reguzzoni per «creare nel 2021 corsi di aggiornamento rivolti ai lavoratori in cassa integrazione», in previsione del fatto che una parte di loro troverà difficile essere reintegrata nel posto di lavoro quando il governo dovrà cedere sul fronte dei licenziamenti, oggi bloccati per legge. «Si tratta di persone che ricevono uno stipendio, ma che sono a casa e che perciò avrebbero tempo per partecipare ai corsi».

Premazzi ha assicurato il proprio impegno in tal senso, anche coinvolgendo il settore Lavoro per trovare le risorse necessarie ad avviare i corsi.