«Per noi Malpensa è una risorsa»

La Prealpina - 05/10/2017

Difficile per il presidente di Sea, Pietro Modiano, sentirsi a disagio quando un sindaco ti accoglie così: «Malpensa non è un problema, ma una risorsa». Dai tempi di Guido Colombo, l’ex primo cittadino di Somma Lombardo che per dormire contava gli aeroplani invece che le pecorelle tanto era la sua passione per l’aviazione, non si vedeva sul territorio un sindaco così malpensista come l’attuale primo cittadino di Gallarate Andrea Cassani.

Ieri, a Palazzo Broletto, durante la seconda seduta della commissione speciale Malpensa istituita dal consiglio comunale gallaratese, Cassani ha dato il benvenuto al numero uno della società di gestione degli scali milanesi (mai un suo predecessore era venuto a Gallarate in visita ufficiale) mostrando soltanto i lati positivi dell’ingombrante vicinanza di Malpensa. Nemmeno un cenno sulle rotte di decollo (nonostante il rumore degli aerei si senta eccome, in particolare a Moriggia) o sul futuro collegamento ferroviario T2-Gallarate (che impatterà ai Ronchi), nessun riferimento all’ennesimo tentativo delle cooperative di destabilizzare il mondo del lavoro aeroportuale o ai piani di sviluppo di Sea osteggiati dagli ambientalisti. «Nei mesi passati – ha detto Cassani nel suo discorso introduttivo – abbiamo costituito la commissione speciale Malpensa non per discutere dei problemi relativi all’aeroporto, bensì delle opportunità che questo scalo genera e genererà sul territorio circostante e soprattutto sul Gallaratese». Rispondendo indirettamente ai colleghi del Cuv (il consorzio che riunisce i nove Comuni dell’intorno aeroportuale), il primo cittadino ha ribadito che Gallarate ha «ben titolo» di parlare con Sea e non soltanto perché è il quarto socio pubblico. «Non intendiamo far parte del Cuv, però riteniamo che Sea debba avere lo stesso un canale privilegiato con noi. E come ricadono su di noi alcuni disagi, devono ricadere su di noi i benefici come socio e come ente del territorio circostante».

Musica per le orecchie di Modiano che ha esordito con un numero: dei 16mila dipendenti dotati di tesserino in aeroporto, 1.500 sono residenti a Gallarate. «Da qui il legame tra noi e voi». Il presidente di Sea ha parlato senza filtri per oltre venti minuti, ripercorrendo la storia recente di Malpensa «come aeroporto destinato al declino» – era il 2012 – divenuto un’infrastruttura in salute che chiuderà il 2017 con un incremento del 15 per cento di traffico e l’abbondante superamento della soglia psicologica dei 20 milioni di passeggeri annui. I fattori che hanno inciso, secondo lui, sono molti, a partire dal restyling del T1 in vista di Expo, dalla presenza di un sindaco di Milano (allora c’era Giuliano Pisapia) «meno linatista di altri», dalla resistenza di Sea contro i piani di Etihad che, a fronte del suo ingresso in Alitalia, aveva preteso dal governo l’ampliamento del city airport a discapito di Malpensa. Cos’ha risposto Modiano quando gli dissero che bisognava spostare da Malpensa a Linate la rotta su Mosca, lo ha svelato ieri in sala consiliare: «Manco morto».

Il numero uno della società di gestione degli aeroporti milanesi ha spiegato anche l’ingresso di Ryanair («Rappresenta un terzo della crescita del gruppo, assecondandola e non cannibalizzandola») e il domani di Malpensa: «Il futuro di tutta l’aviazione commerciale sarà la connessione tra le low cost per il corto e medio raggio con le grandi compagnie per il lungo. I vettori tradizionali, tra qualche anno, faranno fatica. Mentre noi, come Manchester e pochi altri in Europa, già oggi siamo messi benissimo». Se dovesse trovare un difetto all’attuale Malpensa, Modiano indica il traffico intercontinentale. Ce n’è (circa 5,5 milioni di passeggeri), ma potrebbe essercene molto di più: «Ci mancano almeno un paio di milioni. Serve uno sforzo globale per attrarre turisti stranieri, perché ci sono potenzialità di crescita enormi».

Per Milano. Ma anche per Gallarate, da ieri ufficialmente «Comune alleato di Malpensa» e non più vittima come scrivevano vent’anni fa gli amministratori del territorio sotto i cartelli all’ingresso delle loro città.

 

Lo scalo può volarese si lega al territorio

 

Può essere la prima picconata ai campanili. In senso figurato, ovvio. Ma se lo spunto della seduta di ieri della commissione speciale Malpensa avesse sviluppo concreto, come c’è da augurarsi, sarebbe automatico – per quanto non semplice – mettere da parte le distinzioni municipali che da vent’anni impediscono al territorio di avere una vera e autorevole voce in capitolo sui due terminal. E dall’incontro a Gallarate, che pur non attiguo al sedime resta il Comune capofila della zona dove ha sede il principale aeroporto del Nord Italia e pure quarto azionista pubblico di Sea, emergono due elementi sui quali costruire la massa critica necessaria per contare ai tavoli decisori.

Uno arriva dal sindaco Cassani: «Malpensa non è un problema, ma è una risorsa». È un’ottica diversa rispetto alla solita. Sì, ci sono rotte di decollo, traffico e ambiente dei quali discutere. Però c’è anche e soprattutto il lavoro, nel senso di occupazione diretta, indotta e derivata. La gente di qui se n’è accorta ai tempi d’oro dell’hub. Il rinnovato slancio di T1, T2 e Cargo City è una bella promessa in tal senso. Tuttavia, solamente usando il parametro dell’opportunità, anziché della specificità locale dei disagi, i Comuni possono compattarsi dietro una linea guida.

L’altro giunge dal presidente Modiano: «Non fermateci da qui al 2030, per favore». Una richiesta rivolta al territorio. Se accolta quale occasione da un interlocutore finalmente compatto, può avere la contropartita della partecipazione alle decisioni sullo sviluppo aeroportuale. Cominciando dalla presenza nel consiglio di amministrazione di Sea di un rappresentante del Varesotto.

Certo, non sarà come per i Lander tedeschi. Ai quali, nel peso politico, il Gallaratese potrebbe avvicinarsi con l’ipotizzato ingresso della Regione nell’azionariato della società. Ma già sarebbe più facile trattare di decolli, traffico, ambiente e lavoro di qualità. Perché Malpensa volerà pienamente soltanto se legata al suo territorio.

«Per favore, non fermateci»

«Non fermateci da qui al 2030, per favore». Questa, pronunciata dal presidente di Sea, Pietro Modiano, è una delle frasi più dirette emerse dal dibattito della commissione speciale Malpensa.

È il culmine di una parte delle risposte date a Edoardo Guenzani, ex sindaco di Gallarate, ora consigliere comunale di Città è Vita. Curioso il fatto che proprio lui vada a toccare quei punti che il suo successore Andrea Cassani non mette sul tavolo. A partire dall’ambiente. «Inteso come ecologia, ma anche come occupazione», spiega Guenzani. «Malpensa è la più grossa azienda varesina, per cui è giusto pensarci. Vorrei sapere come si intende risolvere l’esigenza di allargarsi e salvaguardare il verde, anche con lo sviluppo del cargo, che richiede un’individuazione di nuove aree». Per il civico i quesiti riguardano inoltre i collegamenti tra aeroporto e territorio e il dualismo con Linate.

E appunto dall’ambiente parte l’invito di Modiano. «Vi chiedo di non fermarci», dice. «Perché vogliamo crescere il più possibile, compatibilmente con le possibilità». Di qui al 2030 la speranza è che non ci siano bastoni tra le ruote: «Il nostro obiettivo è rendere Malpensa uno snodo intercontinentale fondamentale per tutto il Nord Italia. Ed è una leggenda che sia più lontana di Linate da Milano». E poi Dhl è troppo importante per essere persa: «Le richieste fatte vanno tutte nella direzione della formazione di una Dhl City. Significa impegno e occupazione. Come puoi dirgli di no? Andrebbero immediatamente altrove». Che gli aerei utilizzati per le merci siano antiquati è vero, ma al contempo «se gli investimenti crescono come stanno facendo, si arriverà a una situazione in cui il traffico aereo sarà quello più utilizzato e quindi rinnovato».

Giusto parlare di infrastrutture, ma guai a parlare di alta velocità. «Mi irrita anche solo sentirlo», sottolinea Modiano. «Ci sarà un servizio perfetto. Servono navette, questo sì. Ma con il quarto binario nella tratta Rho-Gallarate già si risolverà il problema, per sempre».