Per la difesa e tutela delle donne Uno sportello anche a Malpensa

La Provincia Varese - 27/06/2017

Un aeroporto può essere molto più di un semplice luogo di transito, dove le persone partono e arrivano. Negli ultimi anni gli aeroporti internazionali si stanno trasformando in luoghi a volte futuristici dove è possibile vivere esperienze diverse. Anche Malpensa è sempre più ricca di iniziative: la sua galleria commerciale, le tante iniziative di carattere artistico con le sue mostre, gli scambi di libri e ora anche un luogo di ascolto. Per prevenire e contrastare ogni forma di prevaricazione e violenza sulle donne, Sea ha infatti progettato e realizzato all’interno dell’aeroporto di Malpensa uno Sportello di Ascolto in collaborazione con l’associazione Filo Rosa Auser. L’obiettivo è aiutare e sostenere psicologicamente chi vive quel tipo di prevaricazione, ma anche sensibilizzare la comunità aeroportuale nei confronti di un tema che è ormai una vera e propria emergenza sociale. Sea, gestore di un aeroporto dove lavorano circa 18 mila persone (il 30% circa delle quali sono donne) al servizio di quasi 20 milioni di passeggeri ogni anno, vuole così dare un contributo concreto contro la violenza femminile e lanciare un segnale di attenzione verso questo tema. Fenomeni di devianza sociale come i femminicidi possono essere contrastati anche creando reti di supporto all’interno del luogo di lavoro, sensibilizzando tutti su come riconoscere situazioni a rischio e come comportarsi. Avere un network di “sentinelle” all’interno dell’aeroporto, che siano in grado di consigliare e orientare le vittime – o le potenziali vittime – verso la rete dei servizi presenti sul territorio, diventa un importante forma autodifesa collettiva e solidale. Ecco perché è nata l’idea di attivare uno sportello che lavori dentro l’aeroporto: suscitare ed accrescere sensibilità, attenzione e consapevolezza da parte delle lavoratrici e dei lavoratori sul tema della violenza contro le donne significa avere uno strumento concreto che tolga ogni alibi all’inerzia o all’indifferenza e stimoli le persone ad assumere comportamenti attivi di contrasto e di prevenzione del fenomeno. Spesso è proprio nel luogo di lavoro che un collega può essere la prima persona in grado di intercettare i segnali anche deboli, i sintomi e le manifestazioni di disagio legati alla violenza sulle donne. Quando questo accade le persone spesso non sanno come comportarsi: cercare di aprire un dialogo o fare finta di niente, segnalare la situazione a un superiore o confidarsi con altri colleghi. Questo sportello di ascolto Filo Rosa Auser nasce per venire incontro a questo tipo di situazioni.