Per fortuna che c’è il cargo

La Prealpina - 04/03/2021

– A fianco dei
desolanti dati del traffico
passeggeri (solamente poco
più di 225mila, con un correlativo -88,2% a gennaio rispetto allo stesso mese del
2020), si pongono le ottime
statistiche del cargo: nel primo mese del 2021 sono state
49.785 le tonnellate di merci
movimentate, che hanno
permesso di registrare un importante +24,9% rispetto all’anno precedente. Un notevole balzo in avanti rispetto
anche a dicembre, quando
veniva segnato un +13,3%
nel confronto col 2019. Un
momento di grazia cominciato a ottobre, dopo mesi di
contrazione (e depressione)
per il settore merceologico.
Statistiche che rendono ormai il cargo uno dei pochi
punti di forza dello scalo,
forse l’unico: giovedì scorso, durante l’audizione in
commissione Malpensa a
Gallarate, l’ad di Sea Armando Brunini ha sottolineato come il settore sia in
continua crescita, offrendo
prospettive interessanti per il
futuro: un effetto in qualche
modo collaterale alla pandemia.
I motivi del boom
Sono soprattutto tre le ragioni della progressiva espansione di questi mesi. Da una
parte, il fatto che le persone
(anche quelle un tempo più
restie a effettuare acquisti
online) a causa delle restrizioni e della paura dei contagi si sono sempre di più affidate all’e-commerce (con il
conseguente decrescere dello shopping dal vivo nei negozi: per un ambito destinato
a raccogliere successi, se ne
trovano purtroppo altri in
estrema sofferenza). In secondo luogo, il trasporto dei
materiali sanitari, dai DPI ai
vari test. Malpensa è diventata in questo senso territorio
di approdo delle merci mediche: negli ultimi mesi del
2020 sono stati molti i voli
atterrati dalla Cina e dalla
Corea del Sud per portare in
Italia gli strumenti destinati
al commissario straordinario
per la gestione dell’emer –
genza sanitaria e alle strutture ospedaliere. Vi è poi un ultimo fattore, legato agli investimenti effettuati da importanti operatori. È il caso ad
esempio di Amazon che ha
installato una propria base
già in epoca pre-Covid e continua a dimostrare la volontà
di puntare sullo scalo del Varesotto. Ancora, come ricordato da Brunini, è il caso di
DHL Express. Proprio per
quest’ultima si celebrerà domani la creazione del nuovo
hub internazionale (che fungerà da snodo principale per
le spedizioni da e verso il Bel
Paese) nella Cargo City, un
evento che vedrà la presenza
del governatore lombardo
Attilio Fontana e a cui è stato
invitato pure il neo-ministro
dello sviluppo economico
Giancarlo Giorgetti.
Prospettive di crescita
Mentre per ritornare ai fasti
di un tempo a livello di volumi dei passeggeri si dovrà
aspettare con tutta probabilità il lontano 2024, l’ad di Sea
ha sottolineato come per il
cargo si preveda di arrivare a
superare i numeri pre-Covid
già quest’anno. D’altronde,
nel corso dello sciagurato
2020 sono transitate oltre
516mila tonnellate di merci,
(a fronte di 841mila registrate a livello nazionale), confermando che oltre la metà
delle spedizioni transitanti in
territorio italiano passano
per Malpensa. Non mancano
ovviamente problematiche:
anche nel cargo vi sono così
molti lavoratori che stanno
risentendo del momento
estremamente difficile. La
speranza è che pure per loro
ci siano prospettive di rilancio.

Miglioramento
a cominciare
dall’autunno

Due anni fa, nella
gloriosa annata segnata dagli oltre 28
milioni di passeggeri in transito per lo
scalo, veniva registrata per le merci una
lieve flessione (-2,5%) rispetto al 2018,
con un totale di 558.481 tonnellate di
movimentazioni. Il 2020, nel confronto
con le statistiche del 2019, ha visto il
cargo concludere un’annata tribolata
con un -7,5%. Dato che va analizzato
più in profondità: esso risente dei mesi
del lockdown (aprile periodo nero, con
un -37,3%), che hanno del resto travolto
l’intero comparto del trasporto aereo,
senza fare eccezione alcuna.
Tuttavia, a partire dall’autunno il settore
ha cominciato a inanellare successi e
ottimi numeri. Si è cominciato a ottobre
con 51mila tonnellate di merci di passaggio per la Cargo City, con un lievissimo aumento rispetto al 2019 (+0,2%).
A novembre, con 59mila tonnellate, si è
avuto un forte balzo in avanti: +12,9%.
Nell’ultimo mese dell’anno, un’ulteriore
crescita in termini percentuali, con un
+13,3%. Fino ai numeri attuali, che veleggiano vicino al 25%.
Si tratta di cifre che ovviamente non dicono tutto: lo ha rimarcato perfino l’ad
di Sea Brunini come ci sia poco da festeggiare alla luce di una situazione
complessiva disastrosa. E sarebbe
d’altronde irrispettoso per la folta schiera di dipendenti che stanno vivendo sulla propria pelle tutte le incertezze e le
difficoltà del momento, al di là dei volumi spostati in entrata o in uscita. Si
tratta però di un possibile punto di ripartenza, e ora come ora è già qualcosa.

A fianco dei desolanti dati del traffico passeggeri (solamente poco più di 225mila, con un correlativo -88,2% a gennaio rispetto allo stesso mese del
2020), si pongono le ottime statistiche del cargo: nel primo mese del 2021 sono state 49.785 le tonnellate di merci movimentate, che hanno
permesso di registrare un importante +24,9% rispetto all’anno precedente.

Un notevole balzo in avanti rispetto anche a dicembre, quando
veniva segnato un +13,3% nel confronto col 2019. Un momento di grazia cominciato a ottobre, dopo mesi di contrazione (e depressione)
per il settore merceologico.
Statistiche che rendono ormai il cargo uno dei pochi punti di forza dello scalo, forse l’unico: giovedì scorso, durante l’audizione in commissione Malpensa a Gallarate, l’ad di Sea Armando Brunini ha sottolineato come il settore sia in continua crescita, offrendo prospettive interessanti per il
futuro: un effetto in qualche modo collaterale alla pandemia.

I motivi del boom

Sono soprattutto tre le ragioni della progressiva espansione di questi mesi. Da una parte, il fatto che le persone (anche quelle un tempo più restie a effettuare acquisti online) a causa delle restrizioni e della paura dei contagi si sono sempre di più affidate all’e-commerce (con il conseguente decrescere dello shopping dal vivo nei negozi: per un ambito destinato
a raccogliere successi, se ne trovano purtroppo altri in estrema sofferenza). In secondo luogo, il trasporto dei materiali sanitari, dai DPI ai vari test. Malpensa è diventata in questo senso territorio di approdo delle merci mediche: negli ultimi mesi del 2020 sono stati molti i voli atterrati dalla Cina e dalla Corea del Sud per portare in Italia gli strumenti destinati
al commissario straordinario per la gestione dell’emergenza sanitaria e alle strutture ospedaliere. Vi è poi un ultimo fattore, legato agli investimenti effettuati da importanti operatori. È il caso ad esempio di Amazon che ha installato una propria base già in epoca pre-Covid e continua a dimostrare la volontà di puntare sullo scalo del Varesotto. Ancora, come ricordato da Brunini, è il caso di DHL Express. Proprio per quest’ultima si celebrerà domani la creazione del nuovo hub internazionale (che fungerà da snodo principale per le spedizioni da e verso il Bel Paese) nella Cargo City, un
evento che vedrà la presenza del governatore lombardo Attilio Fontana e a cui è stato invitato pure il neo-ministro dello sviluppo economico
Giancarlo Giorgetti.

Prospettive di crescita

Mentre per ritornare ai fasti di un tempo a livello di volumi dei passeggeri si dovrà aspettare con tutta probabilità il lontano 2024, l’ad di Sea
ha sottolineato come per il cargo si preveda di arrivare a superare i numeri pre-Covid già quest’anno. D’altronde, nel corso dello sciagurato
2020 sono transitate oltre 516mila tonnellate di merci,
(a fronte di 841mila registrate a livello nazionale), confermando che oltre la metà delle spedizioni transitanti in territorio italiano passano per  Malpensa. Non mancano ovviamente problematiche: anche nel cargo vi sono così molti lavoratori che stanno risentendo del momento
estremamente difficile. La speranza è che pure per loro ci siano prospettive di rilancio