Pellet sequestrato per colpa di una mancata traduzione

Varesenews - 30/03/2016

Mancava solo la traduzione dal francese all’italiano ma quel pellet non è né pericoloso, né illegale ed è stato già dissequestrato con provvedimento della Camera di Commercio, convalidato dalla Guardia di Finanza. A comunicarlo è Matteo Abbiati, difensore di Franco Reina, titolare della Pellet & Wood che si è visto mettere i sigilli a 87 tonnellate di materiale in vendita lo scorso 9 marzo da parte delle Fiamme Gialle gallaratesi.

Il sequestro amministrativo ha riguardato 5.810 sacchi, pari a 87.150 kg, di pellet di marca “Moulin Bois Energie” poiché erano stati posti in commercio in violazione della normativa del Codice del Consumo che così recita: “Tutte le informazioni destinate ai consumatori e agli utenti devono essere rese almeno in lingua italiana. Qualora le indicazioni di cui al presente titolo siano apposte in più lingue, le medesime sono apposte anche in lingua italiana e con caratteri di visibilità e leggibilità non inferiori a quelli usati per le altre lingue. Sono consentite indicazioni che utilizzino espressioni non in lingua italiana divenute di uso comune”. E’ stata contestualmente irrogata una sanzione amministrativa di € 1.031 euro.

«A differenza di quanto erroneamente riportatonell’articolo che dava notizia del sequestro – spiega il legale Matteo Abbiati – non si tratta né di violazioni riguardanti il Made in Italy, né la sicurezza dei prodotti né, tantomeno, la tutela della proprietà industriale di marchi e brevetti. Non solo. Non si tratta neppure di “pellet di marche e provenienza diversa” o  a “prezzi concorrenziali” bensì di pellet con chiara indicazione della provenienza del prodotto “Fabrication Française” e di un’azienda francese leader europea nella produzione ed esportazione di pellet in legno. Pellet tutti muniti di certificazione europea EN-PLUS-a1 e che non può provocare danni alla salute».

Lo scorso 16 marzo, dunque, l’avvocato difensore ha inviato gli scritti difensivi in opposizione al sequestro contestandone la legittimità, davanti alla Camera di Commercio di Varese.

Già il giorno dopo la Camera di Commercio ha accolto l’opposizione e ha ridotto la sanzione amministrativa nel minimo edittale e ha disposto il dissequestro dei prodotti con la conseguente restituzione degli stessi all’interessato solo previa idonea regolarizzazione mediante apposizione di etichette conformi alla legge. Il 18 marzo la Guardia di Finanza di Compagnia di Gallarate ha provveduto a rimettere la merce oggetto del sequestro nella disponibilità della parte.