Pellegrini sui monti di Varese

La Prealpina - 01/05/2016

Passo dopo passo, sulla via degli antichi pellegrini, andando alla scoperta di nuovi territori e culture e magari facendo un percorso dentro se stessi, un viaggio dell’anima: il turismo che propone itinerari a piedi per “moderni viandanti” è in crescita e anche sul nostro territorio si stanno attivando sinergie, creando possibilità di scoprire le meravigliose bellezze nascoste e incentivando la promozione e la valorizzazione turistica. Con questi obiettivi, è stato presentato il progetto “La Via Francisca del Lucomagno”, 510 chilometri per un cammino in mezzo alla natura che parte da Costanza in Svizzera, entra in Italia a Lavena Ponte Tresa, prosegue per Ghirla, Ganna, Brinzio fino al Sacromonte, scende verso la parte bassa di Varese in direzione della Valle Olona e, in ultimo, supera Milano, giungendo a Pavia, dove si congiunge all’arteria principale, quella via Francigena, che, a sua volta, da Canterbury arriva a Roma.

Ieri è stato possibile percorrere un breve tratto di via Francisca, presenti diversi cittadini e tante autorità: punto di partenza il Maglio di Ghirla, un antico immobile ripristinato dalla Comunità Montana del Piambello e nel quale si è assistito ad una dimostrazione dell’antica arte della lavorazione del ferro e, punto d’arrivo, la Badia di San Gemolo in Ganna.

È un progetto ambizioso, per una strada che si trova in una posizione centrale, snodo a ridosso per chi da nord e est desideri scendere verso il centro Italia, e che già nel 1400 era conosciuta ai viaggiatori e mercanti. Per essa si sta muovendo una squadra composta di associazioni e istituzioni, tra cui la Provincia di Varese, diversi comuni (sono infatti 22 quelli interessati), l’ufficio del turismo elvetico, l’Associazione Internazionale Vie Francigene, la Camera di Commercio e Regione Lombardia: finora si è lavorato per l’individuazione del tracciato, che al 90% era già esistente, per la messa in sicurezza e la segnaletica, già in parte completata.

«Il passaggio successivo – racconta Ferruccio Maruca che con Donatella Ballerini sta curando la parte operativa – sarà quello di strutturare maggiormente il percorso, individuando attrazioni turistiche, servizi di ristorazione e pernottamento, cui seguirà una promozione su ampia scala e indirizzata agli amanti di questo genere di turismo.

«Basti pensare – spiega la presidente dell’Associazione Vie Francigene Adelaide Trezzini– che nei nostri anni di attività sono arrivati pellegrini da ben 27 nazioni di tutto il mondo».

«È un’idea di portata internazionale, un’occasione – ribadisce il presidente della provincia di Varese Gunnar Vincenzi – non solo per valorizzare la cultura e la storia del territorio ma anche per costruire un ponte verso l’Europa, anziché muri».