«Pedemontana utile» Parola del Governo

La Prealpina - 20/01/2017

Il Governo, tramite il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha confermato la pubblica utilità di Pedemontana: e dunque, in quanto tale, sarà interesse delle istituzioni portare a termine i lavori.

«Si tratta certamente di una buona notizia. Ringrazio il Governo e, in particolare, il ministro Graziano Delrio, per aver accolto la nostra richiesta di conferma della dichiarazione di pubblica utilità per la Pedemontana lombarda»: così ha commentato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, in merito all’esito della riunione del Cipe di ieri sera, nel cui ambito è stata confermata la dichiarazione di pubblica utilità della Pedemontana lombarda. Un ulteriore segnale da Roma di apertura rispetto al progetto dell’autostrada che deve collegare Varese a Bergamo ma che al momento è ferma in Brianza.

Si potrebbe uscire dalla situazione di stallo che si è creata sia per mancanza di fondi sia perché si è in attesa di capire come muoversi rispetto alla questione diossina nei terreni contaminati. Ovvero: chi, fra Regione o Pedemontana, dovrà effettuare le bonifiche, nel caso in cui sia necessario. In provincia di Varese, al momento, le partite aperte sono sul fronte pedaggi della tangenziale di Gazzada-Ponte di Vedano che i sindaci chiedono di ridurre. E poi le compensazioni ambientali e lo svincolo di Gazzada, oltre alla realizzazione del secondo lotto della tangenziale che collegherebbe Lozza a Cantello. Quest’ultimo progetto è nell’agenda del governatore Maroni che aveva dichiarato di voler inserire le opere alla luce del Patto per la Lombardia firmato con Matteo Renzi. Questa apertura romana su Pedemontana è da inserirsi all’interno del lavoro svolto in questi mesi dall’ex ministro delle Infrastrutture e ora presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, Antonio Di Pietro. Il governatore Maroni, che per oltre un anno ha chiesto al ministro Delrio un segnale di sostegno per l’opera, incassa la conferma. Ora resta da capire se al di là della dichiarazione, il Cipe aumenterà la quota di fondi pubblici, ovvero se oltre al miliardo e 250mila euro già stanziati da Di Pietro quando era ministro e alle defiscalizzazioni arrivate nell’estate 2015, ci saranno altri aiuti per completare l’opera.