Pedemontana, partono le gare d’appalto

La Prealpina - 04/03/2020

È in vista la riapertura dei cantieri di Pedemontana. Ieri in una nota Autostrada Pedemontana Lombarda ha comunicato che è stato dato avvio alle due procedure di gara finalizzate alla realizzazione delle tratte B2-C. Dopo che nei giorni scorsi Milano Serravalle, che detiene quasi l’80 per cento di Pedemontana, ha approvato l’aumento di capitale di 350 milioni di euro della sua partecipata, ora è stato pubblicato il bando di gara «per l’individuazione del Contraente Generale a cui verrà affidata la progettazione esecutiva e la realizzazione delle attività e delle opere relative alla costruzione delle Tratte B2-C, per un importo complessivo a base d’appalto pari a circa 1,4 miliardi di euro: la domanda di partecipazione alla fase di prequalifica potrà essere presentata entro il 15 aprile 2020», scrive Pedemontana. “È stato inoltre pubblicato l’avviso di indizione della procedura volta al reperimento della provvista finanziaria (“Finanziamen – to Senior 1”) – stimata in circa 2 miliardi di euro – necessaria alla progettazione esecutiva e alla realizzazione delle attività e delle opere relative alla costruzione delle Tratte B2-C: il termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla fase di prequalifica è fissata al 20 aprile 2020 (con possibilità di accreditarsi ad una fase di dialogo tecnico, entro il 2 aprile 2020)». Intanto il presidente di Onlit, osservatorio dei Trasporti, Dario Balotta, torna ad attaccare: «Prima di bandire una gara è necessario avere disponibilità delle risorse che servono a pagare l’appalto. Vale per ogni ente pubblico e anche per Pedemontana. Dove sono gli 1,4 miliardi dei lavori in gara? Prima ancora di chiedere soldi alle banche e mettere a gara i lavori, i soci di Pedemontana dovrebbero versare i 500 milioni di Equity previsti dalla convenzione approvata dal governo. Si tratta dell’ennesima manovra disperata per cercare di recuperare un po’ di finanziamento pubblico (150 milioni da Regione Lombardia e 200 da Serravalle, controllata sempre da regione Lombardia all’82%)».