PEDEMONTANA IN ROSSO «Siamo sconcertati Ora un chiarimento»

La Prealpina - 06/06/2017

Hanno aspettato la nuova autostrada che dovrebbe collegare Varese a Bergamo snellendo il traffico e riducendo i tempi di percorrenza per qualche decennio. Poi, una volta realizzato il primo tratto, si sono visti imporre tariffe troppo elevate per chi, come accade agli imprenditori artigiani, trasporta materiali e prodotti tutti i giorni. Hanno provato, allora a chiedere incentivi per il suo utilizzo ma l’appello è rimasto inascoltato, eccezion fatta per l’impegno preso dal presidente della regione, Roberto Maroni, sulla futura gratuità della tangenziale di Varese. Ora, di fronte ai conti in rosso dell’autostrada e al rischio di un suo fallimento, tra gli artigiani varesini non può che esserci una profonda delusione. «Pedemontana è stata l’illusione, l’illusione di essere europei» commenta Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese. «Ma oggi, alla luce dei conti e delle due milioni di lettere con le quali si cercherà di recuperare quanto non incassato, prevale lo sconforto».

I numeri, purtroppo, pesano. Il buco della società con il bilancio 2016 è di sette milioni di euro, ma , soprattutto, bisogna trovare finanziamenti per completare l’opera. mancano ancora 44 chilometri.

«Forse non siamo ancora pronti a correre alla velocità di Germania, Francia, Paesi Bassi, Inghilterra e, in alcuni casi, persino Spagna? – si domanda il numero uno dell’associazione di viale Milano – Quarant’anni non sono bastati ad offrire a questo territorio un’autostrada in grado di velocizzare il transito delle merci, a beneficio di una riduzione dei costi e di una maggiore competitività sul mercato».

«Apprezziamo – incalza Galli – l’annuncio del presidente Regione Lombardia, Roberto Maroni, in relazione alla futura gratuità della tangenziale di Varese, ma resta il fatto che i numeri di Pedemontana sconfortano e sconcertano chi, ogni giorno, deve far tornare i conti e vuole costruire benessere per sé stesso e per il territorio». Di qui l’appello ai nuovi vertici, dopo la scadenza di mandato di Antonio Di Pietro.

«Antonio Di Pietro, prima di rendere effettive le proprie dimissioni, ha parlato chiaro dicendo che “qualora entro il 31 gennaio 2018 non intervenga la chiusura del finanziamento senior, ovvero la proroga del prestito ponte bis, non sarà più possibile assicurare la continuità aziendale con tutte le conseguenze giuridiche e finanziarie del caso” – conclude Galli – Non ci aspettiamo che il nuovo presidente Federico Maurizio d’Andrea voglia confrontarsi con piccole e medie imprese, avrà certamente impegni più urgenti ai quali far fronte, ma ci aspettiamo comunque un chiarimento rapido rispetto a quali siano le effettive prospettive per il futuro dell’autostrada: è stata pagata anche con risorse pubbliche e crediamo debba arrivare a destinazione. Nei mesi scorsi, un sondaggio condotto tra le imprese associate con sede nelle aree interessate dalla direttrice, ci ha offerto spunti e suggerimenti che siamo comunque pronti a mettere a disposizione di chi vorrà assumersi l’onere di non far crollare l’illusione di essere un territorio capace di competere con l’Europa».

Urge un tavolo regionale Opposizioni all’attacco

«Un tavolo regionale urgente su Pedemontana»: lo chiede Samuele Astuti, segretario provinciale del Partito Democratico, dopo aver appreso dalla Prealpina i dati di traffico relativi all’infrastruttura destinata a collegare l’aeroporto di Malpensa con quello di Orio al Serio. Il segretario del Pd commenta: «Il quadro resta desolante, soprattutto per quanto riguarda la Tangenziale di Varese, che fra il 2015 e il 2016 ha visto calare il numero di veicoli in transito medio giornaliero da 10.118 a 9.323. Questa è la conferma – prosegue Astuti – di quanto Regione Lombardia e le società controllate abbiano sbagliato sulla gestione di Pedemontana». Sulle problematiche dell’infrastruttura, peraltro ancora incompleta, pesano il pedaggio e la mancanza di una governance solida. «Da un lato – sottolinea il segretario provinciale del Pd -, gran parte degli automobilisti ritiene eccessivi i costi di transito; dall’altro, i continui cambi al vertice della società che gestisce Apl hanno rallentato le procedure senza dare risposte concrete ai territori. Non si può pensare a un rilancio dell’infrastruttura senza un piano industriale serio che coinvolga anche gli enti locali. Il Governo ha più volte manifestato attenzione al problema, ma la questione rimane». Anche se sul tema del pedaggio della tangenziale di Varese, il governatore della Lombardia Roberto Maroni ha siglato con Anas un accordo con cui si prevede un futuro depedaggiamento.

Intanto l’europarlamentare M5S Eleonora Evi ha presentato, a marzo, alla Commissione Europea un’interrogazione sul fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia ha posto a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti di Pedemontana. Nell’interrogazione Evi chiede se «la previsione di questo stanziamento possa costituire un aiuto di stato illegittimo» e se la Commissione europea intende tenerne conto «nell’ambito dell’indagine in corso sulle autostrade italiane» e sui contributi pubblici e la defiscalizzazione di Pedemontana. La Commissione non era al corrente di questo sviluppo legislativo, ne è venuta a conoscenza proprio grazie all’interrogazione del M5S. «Il project financing – su cui si basa la realizzazione di Pedemontana – è un’operazione finanziaria molto rischiosa, che punta ad attrarre investitori privati mettendo sul tavolo una garanzia pubblica. La valutazione economica di ritorno basata sul pedaggio di queste infrastrutture è spesso troppo ottimistica», conclude l’eurodeputato M5S, Marco Valli, co-firmatario dell’interrogazione.