Pedemontana: garantisce la RegioneÈ bufera sul fondo per coprire i buchi

La Prealpina - 21/12/2016

Il fondo di garanzia sul traffico per Pedemontana, lo aveva già chiesto pubblicamente un anno fa l’ex presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda Massimo Sarmi durante l’audizione al Palazzo Lombardia. Ma non era un tema all’ordine del giorno e nessuno si era pronunciato sull’argomento. A distanza di un anno, cambiate le condizioni e la guida di Pedemontana, ora alla guida c’è l’ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, Regione Lombardia è pronta a dare il via libera a un fondo di garanzia ventennale da 450 milioni di euro per coprire i debiti di Pedemontana con le banche.

L’impegno finanziario si renderà necessario dal 2025, ma la garanzia entrerà nel bilancio 2017 sotto forma d’impegno futuro. Ogni anno 22,5 milioni di euro, sebbene i conti presentati da Strabag (società che ha vinto l’appalto per la costruzione dei lotti di autostrada che devono essere realizzati) parlino di una necessità di 40 milioni di euro all’anno. A portare alla luce la questione è stato il Partito democratico, in particolare il capogruppo Enrico Brambilla, seguito dal Movimento cinque stelle che si dichiara pronto alle barricate.

Nel documento allegato al bilancio si legge che «la sostenibilità dell’investimento connesso al completamento dell’autostrada è possibile solo attraverso l’implementazione di una forma adeguata di garanzia del servizio di debito a parziale mitigazione del rischio traffico».

In sostanza: se i volumi di traffico – e quindi i pedaggi e di conseguenza gli introiti – saranno inferiori alle stime, le banche creditrici potranno rivalersi sul fondo di garanzia istituito dalla Regione. Una scelta che le opposizioni sono pronte a contrastare durante l’approvazione del bilancio.

«Esporre in questo modo la Regione su Pedemontana è chiaramente un azzardo. L’opera ad oggi si regge su un piano economico e finanziario palesemente incongruo, oltre al fatto che ancora ci risulta non essere stato risolto il contenzioso con la società Strabag circa le riserve che essa avanza. In assenza della soluzione di questo problema e della revisione del piano economico la garanzia da parte della Regione è improponibile, ne chiederemo il ritiro»: così Brambilla, del Pd.

I Cinque stelle hanno invece depositato un emendamento ad hoc. Secondo Stefano Buffagni «Pedemontana è il Titanic, la Lombardia non ha 450 milioni di euro dei cittadini da buttare nell’ennesimo fallimento annunciato. Se non passerà il nostro emendamento che cancella le garanzie di Maroni al buco nero vergognoso che è Pedemontana valuteremo di rivolgerci alle autorità competenti per fermare l’opera». «I soldi – ha aggiunto – che risparmieremo grazie all’emendamento devono andare alle piccole e medie imprese. E’ ora di dire basta al finanziamento pubblico che finisce solo alle grandi opere inutili e al consumo di suolo. Dobbiamo investire, in coerenza con gli obiettivi del Movimento Cinque stelle di rilancio della Lombardia, sulle piccole e medie imprese, sul trasposto pubblico e sulla rete stradale esistente».

Da capire se l’emendamento possa essere approvato anche perché si tratta di un fondo non previsto dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica).