Pedemontana e Tav per il Made in Varese

La Prealpina - 05/12/2018

«Ogni territorio oggi ha la sua Tav, e la nostra si chiama Pedemontana, un’opera che deve assolutamente essere portata a termine per non rendere inutili gli importanti investimenti fatti per realizzare il primo tratto. Così come è, appesa a metà, anzi per meno di un terzo, rischia di non servire a nulla. La manifestazione di interesse di 11 importanti operatori per la sua definitiva realizzazione, è la dimostrazione dell’attrazione che esiste anche sul mercato per questa infrastruttura». Riccardo Comerio, presidente dell’Unione Industriali della provincia di Varese, ancora una volta, si appella al governo. Il tema è quello caldissimo delle infrastrutture che lunedì a Torino ha riunito 12 associazioni datoriali nazionali (presenti rappresentanti di Univa, Confartigianato Varese, Cna Varese e Confapi) che a gran voce hanno chiesto al governo giallo-verde la realizzazione della Tav e di altre 27 grandi opere al momento in bilico, per un valore di 24 miliardi di euro.

«La Tav per noi è fondamentale- continua Comerio – così come la Pedemontana. È la posizione stessa della provincia di Varese a fare delle infrastrutture un tema centrale per lo sviluppo di qualsiasi attività di impresa sul territorio. Siamo un tessuto economico per propria natura votato all’export e all’internazionalizzazione, non possiamo rimanere al margine dei più importanti corridoi continentali come quello Ovest-Est (Lisbona-Kiev) e Nord-Sud (Rotterdam-Genova) – continua il numero uno degli industriali varesini – Con Malpensa siamo nel mezzo di uno snodo europeo fondamentale, non terminare la Tav vorrebbe dire affossare qualsiasi ambizione di crescita delle nostre aziende, basta guardare una cartina geografica per capirlo».

Poi l’appello al governo: «Investite nelle infrastrutture – dice chiaramente Comerio – perchè assecondare i comitati del no per inseguire del facile consenso, rischia di affossare la nostra crescita e, con essa, il lavoro e il benessere della nostra comunità. Ha dell’irrazionale e dell’incomprensibile mettere sempre in discussione progetti pluriennali all’insediamento di ogni governo».

Di sicuro Roma dovrà fare i conti con il manifesto delle imprese. Intanto, però, il governatore Attilio Fontana ribadisce la volontà di riaprire i cantieri di Pedemontana, forte anche della risposta del mercato e delle undici manifestzioni di interesse raccolte. «Sono un segnale molto positivo – ha detto – dimostra che la valutazione dei costi/benefici è già stata fatta dai privati e i privati hanno dato una risposta particolarmente positiva. Sono contento perchè l’idea di proseguire è giusta. Certo se il governo ci desse una mano credo che sarebbe meglio. Sicuramente – ha concluso – il progetto ormai andrà avanti, proprio perchè noi riteniamo che sia un’opera fondamentale per il futuro della nostra regione. I privati ci stanno dando ragione e quindi male che vada faremo un abbinamento in questo senso. Faremo le gare e ci sarà qualcuno che vincerà».