Pedemontana, Di Pietro in pole

Movimenti ai vertici di Pedemontana: circola un nome eccellente come quello di Antonio Di Pietro (nella foto) per la presidenza della società. Ed entro fine mese potrebbe essere già nominato. Mentre il gaviratese Paolo Besozzi potrebbe essere il candidato ideale come amministratore delegato della società, ora che è scaduto il suo mandato alla guida di Cal (concessioni autostrade lombarde), ruolo che un paio di giorni fa è andato a Gianantonio Arnoldi. Il governatore Roberto Maroni sembra che abbia aperto le trattative per assegnare l’incarico all’ex ministro dei Trasporti, che si era anche candidato per l’anticorruzione. La notizia non è ancora ufficiale e sono in corso le trattative perché le sorti di Pedemonanta sono legate a quelle di Serravalle (società che detiene l’80 per cento di Pedemontana).

Secondo i rumors, del resto, Paolo Besozzi preferirebbe un incarico su Serravalle, cosa che avrebbe anche senso alla luce della sua esperienza a Ilspa e Cal. Novità che in molti si aspettano in vista del consiglio di amministrazione del 24 di giugno, dove dovrebbe anche essere discusso e approvato il bilancio. Un bilancio in grande sofferenza a causa del traffico bassissimo rispetto alle previsioni, con un budget 2016 ridotto all’osso, ma anche per via delle pesanti riserve (costi extra dell’opera) richieste da Strabag, la società che ha costruito la tratta B, che ha vinto anche gli appalti per le altre tratte dell’opera ma che ha fermato i cantieri. E pare che proprio a causa di un mancato accordo sulle riserve, pare che il direttore tecnico amministrativoVincenzo Falzarano abbia dato le dimissioni.

E dunque, pare che ormai il presidente Massimo Sarmi (alla guida sia di Serravalle che di Pedemontana) debba consegnare il mandato all’ex ministro Di Pietro che è considerato un uomo operativo: potrebbe in questo momento essere visto come la persona giusta per risolvere i problemi di Pedemontana, anche se le maniere potrebbero essere forti e dolorose.