Pedemontana al palo Udienza per il fallimento rimandata a settembre

La Provincia Varese - 25/07/2017

Pedemontana, destino in bilico: nuova udienza per il fallimento l’11 settembre. La Procura di Milano insiste per il fallimento. «Richiesta infondata» per i legali della società. Tutto rimandato a settembre, dopo la prima udienza di fronte al giudice fallimentare del Tribunale di Milano, chiamato ad esaminare la richiesta di fallimento della Società Autostrada Pedemontana Lombarda (Apl), formulata dalla Procura. La società – secondo i pm Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini, forti di una consulenza tecnica da seimila pagine di Roberto Pireddu – non sarebbe «in grado far fronte agli impegni finanziari necessari per completare il progetto» per il collegamento tra Cassano Magnago e Osio Sotto. Richiesta respinta dal pool di legali di Apl, guidato Luigi Arturo Bianchi: «Infondata, sia sotto il profilo giuridico che sotto quello economico-finanziario. L’insolvenza della società non esiste, il conto corrente è in attivo». Ora il giudice ha dato termine ai pm fino al 21 agosto per depositare le loro repliche scritte mentre i legali di Apl avranno tempo fino al 5 settembre per le loro controrepliche. Si schierano con la Procura anche i lavoratori della Cub Trasporti, che nel presidio di fronte al Palagiustizia hanno chiesto la salvaguardia dei posti di lavoro e al contempo il fallimento, facendo notare introiti dei pedaggi sotto il 60% rispetto alle previsioni. Per il gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle «il destino di Pedemontana è segnato e il suo stop è irrimediabile, sia che il tribunale dichiari il fallimento, sia che il mercato ne decreti la fine a gennaio del 2018, dato che a bilancio non ci sono risorse per garantire la continuità aziendale oltre questa data. Sono pochi mesi che dovrebbero essere usati per pensare al dopo Pedemontana».