Pavia Camera di commercio, il 20 marzo la fusione in Consiglio

Altra Testata - 02/03/2017

Cremona o Milano? Per discutere con quale realtà la Camera di commercio pavese dovrà fondersi, è stato convocato per il 20 marzo un Consiglio comunale aperto. A sollecitarlo, i consiglieri Davide Ottini (Pd) e Stefano Gorgoni (Cittadini per Depaoli sindaco). Una riforma, diventata operativa dallo scorso 10 dicembre, obbliga infatti all’accorpamento le Camere con meno di 75mila imprese iscritte e Pavia ne conta 59mila. Una fusione che di fatto non porterà cambiamenti per gli imprenditori che potranno contare su un sistema totalmente digitalizzato e su sportelli aperti al pubblico. C’è ancora tempo per indicare con chi ci si vuole accorpare, indicazioni che verranno vagliate da Unioncamere nazionale. Poi in agosto tutto passerà al Mife, Ministero dello sviluppo economico, a cui spetterà l’ultima parola e che, in caso di mancati accordi, potrebbe procedere ad un’operazione forzata. La nuova Camera di commercio vedrà la luce nella primavera del 2018. Alcuni degli associati alla Camera di commercio pavese vedrebbero di buon occhio una fusione con Cremona e Mantova. Secondo un’altra prospettiva della questione, sarebbe da preferire una fusione con Milano, considerata la vicinanza geografica ma, soprattutto, la maggior possibilità di ricevere contributi e partecipare a bandi. Insomma, due visioni contrapposte. «Proprio per questo – dice Ottini – abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto, al quale, cioè, potranno partecipare con diritto di parola tutti i rappresentanti delle categorie interessate, dalle associazioni

sindacali a quelle di categoria.Crediamo che, dal confronto, potrà scaturire l’indicazione migliore per favorire sempre più lo sviluppo del nostro territorio. Inoltre il Consiglio sarà anche l’occasione per fare il punto su una serie di temi riguardanti il commercio»