Pavia Camera di commercio accorpata

La riforma del sistema camerale torna d’attualità grazie ad un nuovo decreto del ministero dello Sviluppo economico che, già avallato dalla Corte dei Conti, ha sancito di nuovo accorpamenti e razionalizzazioni di sedi e personale. Nell’elenco c’è anche l’unione tra Pavia, Cremona e Mantova che, salvo sorprese, dovrebbe concretizzarsi a fine anno. Questo avviene dopo un iter tormentato, che ha registrato il brusco stop della Consulta, il ricorso di Pavia respinto dal Tar del Lazio e la fumata nera della Conferenza Stato-Regioni.

Con il nuovo decreto che mette le ali all’accorpamento, Pavia però torna a mostrare i muscoli. La Camera di Commercio cittadina, di cui è presidente Franco Bosi, ha presentato un altro ricorso al Tar. «Sia sulla scelta che sul metodo – spiega Bosi –. Di certo sin da ora siamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo, così che i tre presidenti possano parlare su basi eque». Intanto il commissario ad acta Marco Zanini il 28 marzo prossimo sarà a Pavia per illustrare le nuove procedure relative alla nomina del nuovo consiglio camerale: candidature e simulazione della preparazione della documentazione richiesta.

«Promuoveremo un incontro con gli altri due presidenti per arrivare a ridefinire l’accordo, perchè l’attuale ci impoverisce nonostante i nostri 60.000 soci al 31 dicembre 2016 – spiega Bosi –. Proprio in base a questo dato, che fa di Pavia la sede più importante, dovremmo avere anche la nuova sede legale, che invece è stata assegnata a Mantova, fra l’altro distante territorialmente da noi, come del resto Cremona».

Nell’istituire l’accorpamento la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, il 16 febbraio scorso il Mise ha ribadito che la sede sarà a Mantova ed ha nominato commissario ad acta Zanini con il compito di attuare le procedure per la costituzione del nuovo consiglio. Il 1° marzo scorso il commissario ad acta ha pubblicato l’avviso di avvio delle procedure per la nomina del nuovo consiglio camerale. Entro le ore 17 del 10 aprile prossimo le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, nonché le associazioni di tutela di consumatori e utenti, dovranno far pervenire in via Calvi la propria candidatura per la ripartizione dei seggi nel nuovo consiglio camerale. In tutto i seggi saranno 33, di cui 30 ai settori di attività economica, 1 ai sindacati dei lavoratori, 1 alle associazioni consumatori e 1 ai liberi professionisti. Dall’11 aprile prossimo Zanini sarà quindi impegnato nell’esame della documentazione prodotta. Tutti i dati verranno trasmessi al presidente della giunta regionale, a cui spetta il compito di individuare le organizzazioni tra cui ripartire i seggi e il numero dei componenti di ciascuna. Una volta ricevuti i nominativi dalle organizzazioni, la Regione potrà quindi emanare il decreto di nomina del nuovo consiglio, convocando la prima
seduta di insediamento per l’elezione del presidente e, in seconda battuta, della giunta. Il consiglio durerà in carica cinque anni e i suoi membri potranno essere rinnovati una sola volta. La stessa prescrizione vale per il presidente e per i 7 membri della giunta.